Gas russo, doccia fredda dell’Ue sul governo italiano: «Tornare a comprare da Putin dopo la pace? Mai più»

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Sull’opportunità di tornare a comprare gas dalla Russia, Italia e Unione europea si muovono in direzioni opposte. Pochi giorni fa, proprio mentre il governo si appresta a varare un decreto contro il caro-bollette, era stato il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin a provare la fuga in avanti: «Fatta la pace, si può tornare a comprare il gas russo», ha detto il titolare del Mase in un’intervista a La Stampa. Questa posizione rischia però di creare qualche dissapore con Bruxelles, che insiste sulla necessità di non ripetere gli errori del passato e affrancarsi una volta per tutte dai combustibili fossili di Vladimir Putin. «Siamo determinati a smettere di acquistare gas russo in Europa. Non credo di poter essere più chiaro di così: siamo determinati a non continuare più ad acquistare gas e quindi a fornire entrate per il forziere di guerra di Putin», ha detto senza giri di parole Dan Jorgensen, commissario europeo all’Energia.La posizione dell’Europa sul gas russoInterpellata da Open sulle dichiarazioni di Pichetto Fratin, la Commissione europea non commenta direttamente le parole del ministro ma ci tiene a ribadire la posizione di Bruxelles sulla questione: «L’Unione europea non ha bisogno del gas russo. L’Europa non ha alcun interesse ad aumentare la quantità di gas russo nel suo mercato, anzi, il contrario». La portavoce dell’esecutivo di Ursula von der Leyen rivela inoltre che «a breve» sarà presentata «una tabella di marcia per eliminare gradualmente e completamente i combustibili fossili russi» in modo tale da «non compromettere la sicurezza dell’approvvigionamento e la convenienza economica».Il piano di Bruxelles contro il caro-bolletteLa doccia fredda di Bruxelles sul governo italiano arriva proprio nel giorno in cui la Commissione europea ha svelato il suo «Piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili» (qui il documento completo), attraverso cui spera di portare a un «risparmio complessivo stimato di 45 miliardi di euro nel 2025, che aumenterà progressivamente fino a 130 miliardi di euro di risparmio annuo entro il 2030 e 260 miliardi di euro entro il 2040». La strategia si inserisce in realtà in un’altra iniziativa politica annunciata dalla Commissione europea, il Clean Industrial Deal, che punta ad accelerare la transizione verde e rilanciare l’economia europea puntando sulla produzione di tecnologie pulite.Le vie maestre indicate dal piano d’azione di Bruxelles sono due: accelerare gli investimenti in energia pulita e portare più trasparenza nei mercati che stabiliscono il prezzo del gas. Per abbassare i costi delle bollette di famiglie e imprese già nel breve periodo, la Commissione propone un ventaglio di proposte: raccomandare ai governi di abbassare le tasse sull’elettricità, consentire ai consumatori di cambiare fornitore più facilmente, promuovere interventi di efficienza energetica e diversificare gli acquisti di gas – sia via tubo che Gnl – per evitare quanto accaduto nel 2022 dopo lo stop delle forniture russe in Europa. Esclusa, invece, l’introduzione di un nuovo price cap sul gas, come accaduto all’indomani dello scoppio della guerra in Ucraina. EPA/Olivier Matthys | Il commissario europeo Dan Jorgensen durante la presentazione del Piano d’azione per l’energia a prezzi accessibili, 26 febbraio 2025Foto copertina: La sede di Gazprom a San Pietroburgo EPA/ANATOLY MALTSEVL'articolo Gas russo, doccia fredda dell’Ue sul governo italiano: «Tornare a comprare da Putin dopo la pace? Mai più» proviene da Open.