Salvano, Augias, Bonelli: Cruciani li mette a tacere tutti

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Nell’ultima puntata della Zanzara, Giuseppe Cruciani ha affrontato con il suo solito stile provocatorio la situazione politica internazionale e alcune questioni interne all’Italia.Cruciani ha riflettuto sull’evoluzione della sinistra in Europa: “Una volta a sinistra esultavano se a vincere in altri paesi stranieri le elezioni era appunto la sinistra stessa. Non vincevano mai in Italia ma andavano al governo lo stesso. Ed esultavano quando vinceva la sinistra in Francia, quando vinceva la sinistra in Germania, quando vinceva la sinistra o vince la sinistra in Gran Bretagna. Adesso pensate come si sono ridotti i sinistri: esultano, esultano perché vince un signore democristiano in Germania che vuole cacciare a pedate nel cul* gli immigrati irregolari e invita pure Netanyahu a Berlino, fottendosene della Corte Penale Internazionale.”Il conduttore di Radio24 ha poi espresso il suo disappunto verso questa situazione: “A questo sono ridotti per evitare il pericolo nazismo, il pericolo nazismo. Vaffanc*** va, ma pensate una volta vince delle elezioni con i vostri mezzi invece di fare i soliti governucoli o governicchi”.Cruciani ha menzionato tre figure emblematiche che, secondo lui, rappresentano un continuo “rosicamento” dopo la vittoria di Trump: “Vi voglio fare tre nomi oggi, tre nomi che ancora soffrono. Il primo è Saviano, la libertà di espressione è limitata in Italia. Lui parla ovunque, scrive ovunque, ma la libertà di espressione è limitata. Un altro, Augas, Trump fa cose che assomigliano ai regimi fascisti. Ve lo farò ascoltare. E Bonelli, governo dà risposte autoritari. Avete rotto il caz**, anzi no, anzi no. Continuate che ridiamo ancora. Vi prego continuate che ridiamo ancora e ci divertiamo. Se non ci foste voi a dire queste minchiate noi non potremmo neppure fare questa trasmissione.”Infine, Cruciani ha commentato il tempo impiegato dalla giustizia italiana per decidere su un caso legato al saluto fascista: “Terza cosa che vi voglio dire, l’altro giorno mi sono dimenticato. Pensate un po’, per sei anni i giudici italiani sono stati impegnati a capire se i saluti romani fatti durante una commemorazione di un morto negli anni ’70, ripeto, sei anni ci hanno messo per decidere che il saluto fascista, quando non c’è la ricostituzione del partito fascista, non è reato. Sei anni, sei anni, libertà di fare pugni chiusi, saluti fascisti. Ce ne fottiamo, gli italiani se ne fottono di queste minchiate, di queste puttanate”.L'articolo Salvano, Augias, Bonelli: Cruciani li mette a tacere tutti proviene da Nicolaporro.it.