Onorevole intelligenza artificiale. Idee per portare l'IA in Parlamento

Wait 5 sec.

A furia di sentir dire che l’intelligenza artificiale distruggerà il mondo che conosciamo rendendolo più simile a un romanzo distopico che alla realtà nella quale viviamo, si corre il rischio di crederci davvero. A furia di chiedere, pensare, sperare che la politica metta un freno alla proliferazione delle intelligenze artificiali, si corre il rischio di non pensare nemmeno a quanto proprio l’Ai potrebbe dare una mano alla politica. È da decenni che si parla di semplificazione normativa, di troppa burocrazia, di magagne nelle leggi e nei regolamenti capaci di rendere inefficiente la Pa. Il processo di semplificazione e ammodernamento iniziato negli anni Novanta, non si è ancora completato, anzi va a rilento. Perché non accelerarlo con l’intelligenza artificiale.   “Un quadro normativo più moderno e inclusivo dà al tessuto imprenditoriale e al settore legale una leva di crescita e sviluppo. Non dobbiamo perdere l’opportunità di realizzare il cambiamento ora”, ha detto Andrea Tesei, ceo di Aptus.AI, presentando alla sala stampa della Camera dei deputati il “Manifesto per una normativa a prova di Ai”, un appello alle istituzioni italiane per adottare formati machine-readable nella regolamentazione e quindi renderla facilmente utilizzabile dall’Ai. In sintesi un modo per sveltire i tempi della politica, capire se le leggi sono in disaccordo tra loro, vedere subito i problemi e permettere rapidi ed efficaci interventi. E, magari, utilizzare tutto questo per snellire l’impianto normativo.     Sia a destra che a sinistra c’è chi si dice disposto di fare il possibile per fare in modo che l’Italia inizi a esplorare questa opportunità. Ha detto Giulio Centemero (Lega): “L’Ai può rendere più efficace l’iter di legiferazione e può essere una forma di ulteriore tutela del cittadino, perché consente a tutti di comprendere facilmente l'impatto che le norme possono avere su territori, settori economici, vita dei cittadini o ambiente”. Della stessa opinione sono Giulia Pastorella (Azione) e Lorenzo Basso (Pd), che hanno sottolineato come l’intelligenza artificiale possa portare benefici in termini di semplificazione e trasparenza. Una sfida da affrontare in Italia e da portare in Europa. Una sfida da iniziare ora.