Cinema, addio a Gene Hackman: film e carriera dell’attore premio Oscar

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Lutto con tinte di giallo per il mondo del cinema: Gene Hackman (95 anni) è stato trovato morto assieme alla moglie Betsy Arakawa (63) e al cane nella loro casa di Santa Fe (New Messico). Poco chiare, al momento, le circostanze del decesso anche se l’ufficio del locale sceriffo tende a escludere la pista dell’omicidio.Un gigante di HollywoodHackman, autentico gigante di Hollywood, scompare a pochi giorni dalla Notte degli Oscar, dove aveva trionfato due volte: nel 1972 per ‘Il braccio violento della legge’ (miglior attore protagonista) e nel 1993 per ‘Gli spietati’ (miglior attore non protagonista). Oltre alle prestigiose statuette, Hackman ha vinto anche due Bafta, quattro Golden Globe (di cui uno alla carriera nel 2003) e uno Screen Actors Guild Award. Nato nel 1930 a San Bernardino (in California) Eugene Alden Hackman (questo il suo nome) è cresciuto Danville, nell’Illinois, all’interno di una complessa situazione familiare. I genitori litigavano e il padre spesso lo picchiava per sfogare la sua rabbia. A 13 anni il papà abbandonò il tetto, lasciandolo solo con la madre alcolizzata. A 16 anni avvertì il “desiderio di andarsene” e – dopo aver mentito sull’età – riuscì ad arruolarsi nei marines.L’ascesa nel mondo del cinemaSul finire degli anni 50 cominciò a studiare recitazione ma il suo debutto sul grande schermo arrivò solo nel 1964, al fianco di Warren Betty nel melodramma ‘Lilith’. Molteplici le sue interpretazioni: a 35 anni venne scelto per ‘Bonnie e Clyde’, poi è stato Lex Luthor per eccellenza nella saga cinematografica su ‘Superman’ degli anni 70, dove l’eroe kryptoniano era interpretato dallo sfortunato Christopher Reeve. Anche per questo viene ricordato come uno dei ‘cattivi’ per eccellenza nelle produzioni hollywoodiane. Meticoloso nel lavoro, chiese di girare sino a 37 volte – ha poi raccontato il regista William Friedkin – la scena de ‘Il braccio violento della legge’ nella quale doveva schiaffeggiare un sospettato. “Ho dovuto suscitare in Gene una rabbia che giaceva dormiente, sentivo, dentro di lui, di cui si vergognava in un certo senso”, svelò poi Friedkin. Quando Clint Eastwood gli offrì per la prima volta la parte di Little Bill Daggett, il corrotto boss della città ne ‘Gli spietati’, Hackman rifiutò. Ma si rese conto che il regista stava progettando di fare un diverso tipo di western, una critica, non una celebrazione della violenza. Accettò quindi il ruolo che gli valse il secondo Oscar. Gli appassionati di Mel Brooks lo ricordano anche nei panni del cieco che fraternizza con la creatura in ‘Frankenstein junior’.La vita privata e le passioniNel 1956, Hackman sposò Fay Maltese, una cassiera di banca che aveva incontrato a un ballo della Ymca a New York. Ebbero un figlio, Christopher, e due figlie, Elizabeth e Leslie, ma divorziarono a metà degli anni ’80. Nel 1991 sposò Betsy Arakawa, pianista classica di origine giapponese cresciuta alle Hawaii. Quando non era sui set cinematografici, Hackman amava dipingere, fare acrobazie aeree, gareggiare con le stock car e fare immersioni subacquee. Negli ultimi anni ha scritto romanzi e ha vissuto nel suo ranch a Santa Fe, nel New Mexico, su una collina che si affacciava sulle Montagne Rocciose del Colorado, una vista che preferiva ai film che apparivano in televisione. “Ne guardo forse cinque minuti”, disse una volta alla rivista Time, “e mi viene questa sensazione disgustosa, e cambio canale”.