Difende Trump, attacca Bruxelles ma assicura: "Abbiamo sempre votato tutti gli aiuti militari all'Ucraina e finché ci sarà la guerra in corso lo faremo". Matteo Salvini parla alla stampa estera e mette in chiaro la linea sui principali temi di politica estera. "Vance ha detto che il re è nudo, l'Ue non deve avere paura di Trump o dei dazi ma di qualche nemico interno. Che al governo delle istituzioni Ue ci sia stato anche qualcuno che ha sbagliato è palese, se l'errore sia stato in buona fede o male fede lo dirà la storia", dice il leder della Lega. "Se da oltreoceano dicono il problema siete voi e non noi hanno ragione, se von der Leyen va avanti come niente fosse sul Green deal è masochismo e non è colpa di Trump o di Pechino... Le parole di Trump o di Vance sono sveglie molto salutari per l'Europa, la sveglia si può anche spegnere e continuare a dormire: temo che a Bruxelles stiano reagendo in questo modo". Anche per questo, aggiunge il vicepremier in un altro passaggio, "se l'Europa è quella che ha fatto fallire interi settori produttivi, l'ultima cosa da fare è l'esercito comune europeo, preferisco Stati nazionali forti che investono sulla difesa. Con von der Leyen a capo, un esercito comune europeo dura 20 minuti e poi si arrende". Stati nazionali forti vuol dire però aumentare le spese militari, una prospettiva che Salvini non esclude, ma a determinate condizioni. "Bisogna fare delle scelte. Noi giustamente parliamo dei grandi valori come la pace, da Bruxelles arrivano letterine sulle centrali idroelettriche e sulle spiagge di Forte dei Marmi. Sicuramente si può aumentare la spesa militare", ma "o tutto è fuori dal pacchetto dei vincoli europei, oppure se devo decidere se investire sui carri armati o sulle scuole e sugli ospedali, non scelgo i carri armati". Sempre a proposito di Bruxelles, il leader leghista ha spiegato che "sarebbe curioso se aderisse prima l'Ucraina di Serbia e Albania, che sono in attesa da una vita. Questo non sarebbe un segnale di rispetto da questo punto di vista". Su Meloni e sulla partecipazione della premier alla convention Cpac, quella del braccio teso di Steve Bannon, il vicepremier afferma: "Per quanto riguarda Bannon, i saluti, le braccia, i pugni chiusi, penso abbia fatto bene Meloni a intervenire, c'erano parlamentari della Lega che hanno fatto i loro interventi, poi ognuno ragiona con la propria testa...non penso sia di attualità il tema del fascismo, per fortuna". E Bardella, il leader del Front National che ha invece deciso di rinunciare al suo intervento? "Non commento chi ha fatto altre scelte". Salvini ha anche parlato delle relazioni con Mosca, con cui anche la stessa Lega ha avuto rapporti stretti fino a pochi anni fa: "L'invasione e la guerra hanno cambiato qualsiasi tipo di rapporto. Quando scateni una guerra, gli accordi saltano. La Russia è un grande paese per storia e per tradizione e penso che, a guerra finita, è meglio avere la Russia come potenza dialogante per l'Europa piuttosto che lasciarla nelle mani della Cina. Con una guerra in corso non c'è stato nessun tipo di rapporto o relazioni". Il ministro dei Trasporti ha infine parlato di Stellantis, i cui dati "sono drammatici, non occorreva uno scienziato per capire che il suicidio imposto da Bruxelles nel nome dell'auto elettrica avrebbe avuto morti e feriti tra gli operai e gli ingegneri, non tra i politici". E ha poi annunciato che sarà in Marocco, nell'ambito del Piano Mattei. "Nel mio piccolo sto lavorando sui temi delle infrastrutture nei paesi mediterranei e nord-africani". Mentre a maggio sarà in Cina e Giappone. "Il mio obiettivo è avere contatti con grandi imprese, noi stiamo lavorando per il Ponte sullo Stretto, la Tav". Sul fronte infrastrutture, ha proseguito. "Cina e Giappone sono due realtà molto avanzate. Sono ansioso di esserci"