Tonali: “In una fabbrica a Newcastle ho incontrato un operaio ludopatico. Quello che mi ha detto non lo dimenticherò”

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“Il mio stile di vita era negativo. Ero chiuso con tutti e questo mi faceva cambiare comportamento anche con le persone che mi volevano bene e alle quali volevo bene. Oggi, per fortuna, sono diverso”. Sandro Tonali dice di essere cambiato. L’ex centrocampista del Milan, ora al Newcastle, ha rilasciato un’intervista a Repubblica in cui ha parlato della sua più grande debolezza: la ludopatia. Proprio questa patologia lo ha portato a effettuare scommesse su partite di calcio (50 volte da agosto a ottobre 2023) su piattaforme illecite, fatto per cui ha rimediato una squalifica di 10 mesi terminata lo scorso agosto.“Nei mesi lontano dal campo ho passato tanto tempo con lo psicologo. Il suo lavoro era farmi capire come ci ero caduto. – ha dichiarato il calciatore della Nazionale – Di solito lo si capisce nel momento in cui si perde qualcosa: famiglia, lavoro, stipendio. Invece, nel mio caso, la disponibilità economica non mi ha fatto accorgere della serietà della cosa. Non potevo prendere farmaci specifici, perché col 95% di quelli sarei risultato positivo all’antidoping, così è stato tutto un percorso mentale“. Il calciatore non si è “disintossicato” solo dal gioco d’azzardo, ma anche dall‘eccessivo utilizzo del cellulare: “Nell’ultimo anno non l’ho avuto per 6 mesi. Ho provato un senso di libertà. Prima non potevo starci senza da stanza a stanza, oggi lo prendo quando esco di casa e lo lascio rientrando. Lo riprendo solo se mi chiamano mamma, papà o qualche mio familiare. E coi social il rapporto è minimo“, ha assicurato Tonali.“Non ho mai sfiorato la depressione durante la squalifica perché ho lavorato subito su me stesso. Tre colloqui a settimana online e uno in presenza ogni mese. Non ne ho saltato uno. Si parlava sempre del giorno prima, con tre lavori specifici: uno sulla mia persona, l’altro sul gioco d’azzardo e l’ultimo era il compendio. Dopo i primi 6 mesi della squalifica incontravo i giovani delle squadre e gli staff“. Ma sul faccia a faccia più emozionante, l’ex Milan non ha dubbi: “A Newcastle, in una fabbrica che produce coperture per i tubi del gas nell’oceano. Ci sono andato perché in Inghilterra il gioco d’azzardo è molto diffuso. C’è stato chi mi ha detto, a diversi mesi dalla squalifica: ‘Ho smesso di scommettere per quello che è successo a te‘. Erano ludopatici da anni. Un italiano mi ha raccontato che un dipendente guadagna 2mila sterline al mese, ma a volte ha bisogno di fare gli straordinari per mantenere la famiglia: butta troppi soldi nel gioco“.Tonali ora sta andando avanti, ma quando riguarda al suo passato non pensa solo a questa brutta partentesi. Anche il mancato trasferimento all’Inter ha rappresentato un momento cruciale nella sua vita: “Non l’ho mai accettato. Non perché non sia una squadra forte, ma non mi reputavo felice al 100%. Sentivo il mio procuratore e i dubbi erano grandi. La montagna che non volevo scavalcare. La chiamata di Paolo Maldini ha cambiato tutto, mi ha fatto felice. Me l’ha trasmesso mio papà, questo legame col Milan. Facevo colazione con la tazza rossonera di Gattuso e quando si è rotta ho costretto mia mamma a sistemarla pezzettino per pezzettino. Quando il trasferimento si è concretizzato, prima di scegliere la maglia numero 8 ho chiesto a Rino il permesso”.L'articolo Tonali: “In una fabbrica a Newcastle ho incontrato un operaio ludopatico. Quello che mi ha detto non lo dimenticherò” proviene da Il Fatto Quotidiano.