AGI - Un gruppo interdisciplinare di esperti sta esaminando e indagando sulla posizione dei 14 sacerdoti ancora in vita accusati di abusi sessuali e su minori commessi in Alto Adige dal 1964 al 2023. Lo ha reso noto oggi la diocesi di Bolzano-Bressanone. L'indagine è stata avviata a seguito del report sugli abusi commissionato dalla stessa diocesi allo studio legale Westpfahl-Spilker-Wastl di Monaco di Baviera che nel gennaio scorso aveva fatto emergere molti casi di abusi conclamati commessi da diversi sacerdoti. Il gruppo è composto da tre esperti esterni e tre interni, tra cui un'avvocata, una psicoterapeuta e uno psichiatra. Il compito di questo team di esperti è quello di sviluppare misure nella cornice delle norme ecclesiali e del diritto nonchè delle esigenze pastorali. Le proposte saranno presentate al vescovo Ivo Muser che deciderà sull'attuazione e il loro monitoraggio. I sacerdoti coinvolti sono nella maggior parte anziani e da tempo non più in servizio. L'esame di ogni singolo caso è complesso e richiede un approccio differenziato. Finora il gruppo di esperti si è riunito tre volte e ha esaminato la situazione di sei sacerdoti. Le misure possibili includono il divieto di celebrare la Santa Messa in forma pubblica, un accompagnamento psicologico, la restrizione delle attività pastorali, in particolare nel contatto con bambini e giovani.In Alto Adige dopo la pubblicazione dell'indagine shock degli abusi sessuali in ambito ecclesiale - 41 sacerdoti accusati, di cui 29 per casi di abuso con un alto grado di certezza, e 75 persone colpite -, più di 20 vittime hanno contattato il Centro di ascolto diocesano. La maggior parte dei casi segnalati fa riferimento a episodi che risalgono a un arco cronologico compreso tra i 30 e i 60 anni fa e ogni segnalazione viene trattata con competenza e riservatezza, per poi essere inoltrata agli uffici diocesani competenti o ai riferimenti delle comunità religiose. Le persone colpite ricevono, a seconda della necessita', un sostegno psicoterapeutico, legale e spirituale.