Fratelli d'Italia sale al 30,2%. Bene M5s, il Pd ancora sotto quota 23

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AGI - Se ci si limita ad analizzare i dati sulle intenzioni di voto, anche la Supermedia di oggi (come già avvenuto in altre occasioni recenti) porta buone notizie per la maggioranza di governo. Questo vale in particolare per Fratelli d’Italia, che fa registrare un nuovo rimbalzo positivo salendo al 30,2% – miglior dato nella Supermedia dal marzo 2023, quasi due anni fa. Una crescita che trascina quasi interamente quella dell’intera coalizione di maggioranza (+0,5% in due settimane) dal momento che gli altri partiti del centrodestra rimangono sostanzialmente stabili.   Nel medio periodo, però, la crescita più significativa è quella del Movimento 5 Stelle, che negli ultimi 15 giorni ha guadagnato lo 0,5%. Una tendenza positiva che – a differenza di quello di FDI – è figlia di un aumento registrato da tutti gli istituti di sondaggio presente nel “paniere” della Supermedia odierna. Il partito di Giuseppe Conte, infatti, nelle ultime settimane è cresciuto di circa mezzo punto nelle stime di SWG e Tecnè, di un punto secondo Noto e dell’1,3% per Euromedia. Ma è anche una crescita avvenuta, in parte, a scapito del PD che nello stesso lasso di tempo arretra – sia pure leggermente – scendendo nuovamente al di sotto del 23%. Anche il calo del partito di Elly Schlein è confermato in modo quasi univoco da 3 istituti su 4, avendo perso nell'ultimo periodo circa mezzo punto secondo SWG, Tecnè e Noto. In generale, l’insieme dei partiti che formavano la coalizione di centrosinistra alle Politiche del 2022 (oltre al PD, Alleanza Verdi/Sinistra e Più Europa) appare un po’ in sofferenza, cedendo consensi da un lato verso il M5S e dall’altro – anche se in misura inferiore – all’ex Terzo polo, cioè Italia Viva e Azione.   Come si diceva, quindi, per il centrodestra quella attuale sembra essere una congiuntura piuttosto favorevole, perlomeno se si considerano le intenzioni di voto nazionali. Ma vi sono alcuni segnali che rendono difficile credere che il Governo Meloni stia vivendo una seconda luna di miele con gli elettori, ad esempio su un tema particolarmente “caldo” come l’economia: secondo un recente sondaggio Ipsos, si tratta di una questione che preoccupa ben due italiani su tre (67%) e sulla quale ben il 54% ritiene che la gestione dell’esecutivo sia negativa. Inoltre, i giudizi verso il Governo Meloni rilevati dall’istituto Demos, nel suo recente atlante politico di febbraio, sono i più bassi da inizio legislatura: solo il 40% degli italiani dà all’esecutivo in carica un voto pari o superiore alla sufficienza. Per contro, l’idea che la maggioranza sia molto stabile non è mai stata così diffusa: ben il 61% degli intervistati prevede il Governo Meloni arriverà fino alla scadenza naturale della legislatura nel 2027.   Ma, oltre all’economia, vi sono almeno altri due temi che potrebbero rivelarsi spinosi per la maggioranza. Il primo è quello, dettato dagli importanti sviluppi sul piano della politica estera, della creazione di un esercito unico europeo, e di un eventuale coinvolgimento, nel prossimo futuro, dei militari europei (compresi quelli italiani) a garanzia della pace in Ucraina. Un tema su cui sia la premier Meloni che il ministro Crosetto – e ancor più il ministro Salvini – si sono espressi con parole che vanno dalla cautela allo scetticismo conclamato. Eppure, secondo SWG la quota di italiani favorevoli alla creazione di un esercito europeo è in aumento, ed è pari al 57%. Non solo: i favorevoli all’invio di soldati italiani in Ucraina come deterrente verso la Russia sono in numero nettamente superiore ai contrari (49% contro 37%) e lo sono tanto più tra gli elettori dei partiti di maggioranza (57%), che su questo mostrano una sensibilità non molto dissimile da quella degli elettori dei partiti di opposizione (60%).   Infine, un altro tema caldo, culminato proprio oggi con lo sciopero nazionale dei magistrati, è quello della giustizia. Secondo dei recenti sondaggi effettuati da EMG, gli italiani non sono contrari alla riforma Nordio che prevede la separazione delle carriere, anzi: il 52% la ritiene giusta, contro il 17% che la reputa sbagliata. Ma il sostegno alla mobilitazione – la protesta, e infine lo sciopero – delle toghe, è un tema che divide il paese: il 35% li sostiene, mentre il 37% li condanna; ma solo il 19% dei cittadini, due settimane fa, auspicava che lo sciopero previsto per oggi venisse revocato, a fronte di un 33% di indifferenti. Segno che molti italiani sono solidali con la magistratura anche se, di fatto, condividono i contenuti dei provvedimenti del Governo contro cui i magistrati protestano così vivacemente. E anche questo, a suo modo, non sembra esattamente un buon segnale per l’esecutivo.     NOTA: La Supermedia YouTrend/Agi è una media ponderata dei sondaggi nazionali sulle intenzioni di voto. La ponderazione odierna, che include sondaggi realizzati dal 13 al 26 febbraio, è stata effettuata il giorno 27 febbraio sulla base della consistenza campionaria, della data di realizzazione e del metodo di raccolta dei dati. I sondaggi considerati sono stati realizzati dagli istituti Euromedia (data di pubblicazione: 18 febbraio), Noto (25 febbraio), SWG (17 e 24 febbraio) e Tecnè (15, 19 e 21 febbraio). La nota metodologica dettagliata di ciascun sondaggio considerato è disponibile sul sito ufficiale www.sondaggipoliticoelettorali.it.