Ucraina, non può sedere al tavolo della pace chi vuole continuare la guerra

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di Stefano Briganti Durante questi tre anni, il conflitto russo-ucraino è stato condotto esclusivamente con lo scontro armato e senza nessuna iniziativa di natura diplomatica mirata a trovare accordi per terminare la guerra.E’ chiaro che questo conflitto poteva essere evitato se la Federazione Russa non avesse invaso. Oggi però non si può più nascondere che non sia stato anche “provocato” (Stoltenberg EP Settembre 2023) e che poteva essere risolto già tre mesi dopo il suo inizio. Gli Usa di Trump certificano questi fatti anche con le loro ultime risoluzioni UNSC. Mosca chiedeva da anni che l’Ucraina non entrasse nella Nato e dopo l’ultimo diniego è iniziata l’invasione. Conosciamo sempre meglio, man mano che i “veli di propaganda” vengono sollevati che anche gli Usa, più ancora che gli “alleati”, avevano i loro obiettivi che si possono riassumere nella dichiarazione di Biden di punire la Russia e infliggerle una sconfitta strategica tale da terremotare per decenni la Federazione e renderla un paria nel panorama geopolitico. Sono questi obiettivi, quello russo e quello degli “alleati”, che hanno alimentato la guerra.Oggi, a distanza di tre anni, le posizioni sono cambiate. Gli Stati Uniti hanno capito, forse da mesi, che l’Ucraina non ha possibilità di “vincere sul campo di battaglia” e che ormai è solo un trascinarsi avanti, ma Biden non poteva fermare il flusso di dollari e armi verso Kiev senza dichiarare il fallimento della sua politica anti-russa. Il cambio di passo lo ha dato Trump, che ha cambiato il paradigma. L’Ucraina non può vincere perciò gli Usa è bene che si distacchino da queste sabbie mobili perché restarci comporta un costo che non ha un ritorno pratico e utile per gli americani. Così ora Washington lavora ad una chiusura del conflitto per mezzo di un accordo.La posizione dell’Europa invece è rimasta invariata ed è ora isolata: “Armi e aiuti a Kiev fino alla sua vittoria. Costi quel che costi”.Per cui oggi, dopo tre anni di conflitto, ci sono due posizioni occidentali contrapposte relative alla fine della guerra: quella europea che si basa sulla forza delle armi, la vittoria di Kiev e la sconfitta della Russia con dei tempi imprecisati e quella americana (e russa) di ricerca di un accordo tra Kiev e Mosca per chiudere il prima possibile la guerra. E’ perciò naturale che ad un tavolo che si prefigge come obiettivo quello di un accordo e fine del conflitto, non può sedere chi invece dice che il conflitto debba continuare. Mentre gli Usa intendono andare per la propria strada diplomatica e accusano l’Europa di non averla intrapresa prima, l’Europa vuole convincere Trump che la politica bellicista sia la sola perseguibile e che la sua narrazione sia la sola credibile.L’Europa si sta avviando sulla stessa strada che gli “Alleati” non garantirono a Zelensky nel 2022, ovvero di diventare “Security Guarantors”, stavolta però senza gli Usa, della neutralità dell’Ucraina. Garanzie che l’Europa vorrebbe realizzare portando proprie truppe, come paesi Nato, in Ucraina chiamandole “peacekeepers”, “forze di rassicurazione” o “forze UE per la pace”. Nella negoziazione Mosca dovrà accettare qualcosa per ottenerne altre in cambio. Inderogabili per la Federazione Russa sono l’assicurazione della neutralità definitiva dell’Ucraina e gli oblast occupati del Donbass magari con un accordo con gli Usa sulla gestione delle terre rare. Perciò Mosca e Washington potrebbero accettare le “garanzie di sicurezza per l’Ucraina” in una modalità che garantisca in qualche misura anche la sicurezza per la Federazione che da sempre vede la Nato ai suoi confini come una minaccia. Cosa che ora gli Usa non bollano più come “inesistente”.Forse questo sarà l’unico tema sul quale verrà consentito all’Europa di partecipare ad un tavolo negoziale con Mosca, sotto gli auspici di Washington. Finita la guerra russo-ucraina inizierà la Guerra Fredda Europa/Russia con Bruxelles che si dovrà anche far carico del costo multi miliardario dell’ingresso dell’Ucraina nella Ue.Il blog Sostenitore ospita i post scritti dai lettori che hanno deciso di contribuire alla crescita de ilfattoquotidiano.it, sottoscrivendo l’offerta Sostenitore e diventando così parte attiva della nostra community. Tra i post inviati, Peter Gomez e la redazione selezioneranno e pubblicheranno quelli più interessanti. Questo blog nasce da un’idea dei lettori, continuate a renderlo il vostro spazio. Diventare Sostenitore significa anche metterci la faccia, la firma o l’impegno: aderisci alle nostre campagne, pensate perché tu abbia un ruolo attivo! Se vuoi partecipare, al prezzo di “un cappuccino alla settimana” potrai anche seguire in diretta streaming la riunione di redazione del giovedì – mandandoci in tempo reale suggerimenti, notizie e idee – e accedere al Forum riservato dove discutere e interagire con la redazione. Scopri tutti i vantaggi!L'articolo Ucraina, non può sedere al tavolo della pace chi vuole continuare la guerra proviene da Il Fatto Quotidiano.