Di certo in molti avranno strabuzzato gli occhi davanti alla notizia, eppure parrebbe tutto vero: Billy McFarland ha annunciato una seconda edizione del Fyre. Per chi non conoscesse la storia, si tratta di un Festival che nel 2017 fu sponsorizzato come il più grande evento musicale della storia e finì per rivelarsi una truffa di dimensioni colossali. Due anni dopo Chris Smith (già regista del capolavoro Jim & Andy) girò anche un documentario dall’eloquente titolo Fyre – La più grande festa mai avvenuta, in Italia disponibile su Netflix e oggettivamente imperdibile.La storia del Fyre: la più grande truffa dello spettacolo Ai tempi Billy McFarland, definito da Vanity Fair come «il ragazzo manifesto delle truffe dei millennial», sponsorizzò tramite una spropositata quantità di influencer (livello: Kendall Jenner, Bella Hadid ed Emily Ratajkowski) un festival di due settimane su un’isola delle Bahamas da sogno, Exuma. La cosa venne presentata come un evento imperdibile, una moderna Woodstock ma di lusso: prezzo del biglietto stratosferico e alcuni tra i più importanti personaggi dello star system musicale americano, con cachet raddoppiati, nomi del calibro di Tyga, Blink-182 e Major Lazer. Su Instagram vennero distribuite immagini di modelle su spiagge da sogno sorseggiare drink su yacht giganti. I biglietti, circa 8mila, partivano da 1500 dollari per una singola giornata fino a toccare quota 12mila dollari, si volatilizzarono in 48 ore. Peccato che niente fosse reale. I disagi sull’isola e il carcere Billy McFarland, in combutta con il rapper Ja Rule, organizzò tutto su un’isola grande a malapena per ospitare un palco, le villette di lusso erano in realtà tende, tra l’altro montate su un pavimento di fango a causa di un violentissimo acquazzone che si abbatté sull’isola la notte prima dell’arrivo degli ospiti; i pasti gourmet si trasformarono in toast, i dipendenti per montare quel minimo di infrastrutture messe in piedi non sono mai stati pagati. Un disagio talmente ampio sotto ogni punto di vista che la situazione divenne presto assai pericolosa: dato che il piccolo aeroporto dell’isoletta non aveva non tutti i giorni voli verso gli Stati Uniti, molti ragazzi si accamparono lì in attesa di poter tornare a casa. Le superstar contattate da McFarland, annusando la tempesta, si tirarono indietro uno dopo l’altro a pochi giorni dall’inizio del festival, quindi, all’arrivo dei possessori di biglietti, non fu possibile nemmeno offrire uno show. Chiaro che la storia finì in tribunale, McFarland fu accusato di frode informatica, frode telematica finalizzata a truffare gli investitori e frode ai danni del circuito di vendita dei biglietti. L’accusa chiese 15 anni, la difesa convinse la giuria del precario stato di salute mentale dell’imputato e se la cavò con sei anni di carcere, dei quali ne scontò circa quattro.Come sarà Fyre 2: location, prezzi, attività «Sono sicuro che molte persone pensano che io sia pazzo a farlo di nuovo» ha dichiarato Billy McFarland. «Ma sento – prosegue – che sarei pazzo a non farlo di nuovo. Dopo anni di riflessione e di pianificazione ponderata, il nuovo team e io abbiamo piani fantastici per Fyre 2». Il sequel del più disastroso Festival della storia, ben oltre il leggendario fallimento di Woodstock ’99 (anche quello oggetto di un interessantissimo documentario), verrà messo in piedi sull’Isla Mujeres, in Messico, dal 30 maggio al 2 giugno. Sarà che è chiaro guardare all’organizzazione con occhio sospettoso, ma già i prezzi degli abbonamenti (2mila quelli disponibili) esposti sul sito lasciano più di qualche dubbio. Si parte da un abbonamento di 1400 dollari per arrivare ad abbonamenti di 5mila dollari, 25mila dollari e poi a quello che McFarland ha chiamato Prometheus, un abbonamento dal costo di un milione e centomila dollari per otto persone, un pass non adatto ai «deboli di cuore, né per i partecipanti occasionali. È per coloro che cercano di elevarsi, che non vogliono solo assistere alla storia, ma aspirano a plasmarla». Questo pass, che attira più degli altri l’attenzione, è chiaro, secondo quanto scritto sul sito comprende il viaggio («I titolari del pass Prometheus viaggeranno con un volo charter privato su Fyre Air andata e ritorno da Miami all’aeroporto internazionale di Cancun. All’arrivo saranno accompagnati a uno yacht privato per essere trasportati a Isla Mujeres») e la sistemazione a scelta «tra uno yacht con 4 cabine o una lussuosa villa con 4 camere da letto con immediate vicinanze e accesso alla Playa FYRE e al festival per tre notti». «Non si tratta solo di musica. Potremmo avere uno skater professionista che fa una dimostrazione. Potremmo avere un campione di MMA che vi insegna le tecniche al mattino» ha detto McFarland a Today, e aggiungendo: «Il mio sogno sta finalmente diventando realtà». Piccolo dettaglio, ancora non è stato annunciato nemmeno un nome, l’amministrazione dell’isola ha dichiarato che nessun permesso per un Festival è stato ancora approvato.L'articolo Dopo il disastro del 2017, McFarland ci riprova e annuncia il Fyre 2: la «Woodstock di lusso» sarà in Messico proviene da Open.