Il video generato dall’intelligenza artificiale condiviso da Donald Trump sulla Gaza del futuro, ‘Trump Gaza’, una sorta di resort per milionari sulla Striscia, è brutto per tutti e sotto ogni punto di vista – ora vedremo perché – ma soprattutto apre a delle domande su come dovrebbe essere gestita la comunicazione online del presidente degli Stati Uniti.Partiamo dal giudizio sul video. Molti sostenitori di Trump, come leggiamo nei commenti sulla sua pagina Facebook sotto al video, sono critici nei confronti del contenuto e della decisione del presidente di pubblicarlo. La portata dell’effetto boomerang di questo post è però lampante nientemeno che su Truth, il social del movimento Maga, dove gli utenti rappresentano lo zoccolo duro dei trumpiani, che mai oserebbe contraddire il loro leader. Eppure stavolta, seppur con rispetto, molti hanno espresso delusione per questa mossa. Un utente di Truth Social ha scritto: “Non potrei essere un sostenitore più convinto del presidente Trump, ma questo video in particolare è di pessimo gusto. Davvero di pessimo gusto!” Un altro ha scritto: “Odio questo. Amo il nostro presidente, ma è orribile.” Come loro, molti altri.Il video, dicevamo, è brutto per tutti. Per gli avversari di Trump, ovviamente, per molti suoi sostenitori e, secondo me, dovrebbe esserlo per lo stesso presidente dato che viene rappresentato mentre balla con una danzatrice del ventre, visto che lui punta molto sui cristiani radicali – i quali hanno protestato anche per le statue d’oro con le sue sembianze, ricordandogli che si tratta di forme di idolatria condannate dalla Bibbia.La domanda che viene spontanea, parlando di comunicazione, è come sia possibile che l’uomo più potente del mondo pubblichi un video così offensivo per tutti. Per i palestinesi, per i cristiani, perfino per gli israeliani (l’ultima scena con Netanyahu che sorseggia un drink in costume è terribile).Per rispondere bisogna capire come Trump interpreti i social. Lui lo fa come lo farebbe un uomo qualsiasi: se una cosa lo diverte, la pubblica. Nel giorno del Cpac ha condiviso un video in cui balla quella che da tempo è la colonna sonora dei suoi eventi, YMCA. Alcuni giorni prima ha postato un reel di pochi secondi, con un mappamondo puntato sul Golfo del Messico, che cambia nome in Golfo d’America. Anche questo ha generato molti meme.Il video su ‘Trump Gaza’ era già stato condiviso online in precedenza da altri account non legati alla Casa Bianca. Lui lo ha visto, o gliel’hanno mandato, l’ha trovato divertente e lo ha pubblicato.Fermi un attimo – penserà qualcuno – ma quindi Trump pubblica da solo sui social? Questo è un vecchio problema del suo staff. Emerse ufficialmente nel 2017, all’epoca del Russiagate. Come riportava The New York Times gli assistenti di Trump, in particolare il suo consulente legale della Casa Bianca, Donald F. McGahn II, hanno a lungo implorato il presidente di ridurre i suoi tweet, soprattutto riguardo alle indagini sulla Russia. Hanno tentato, senza successo, vari approcci. Il modo migliore per tenere Trump lontano da Twitter, hanno detto i suoi consiglieri, è tenerlo occupato. Durante il suo viaggio all’estero era impegnato dalle 12 alle 15 ore al giorno, raramente lasciato solo a rimuginare sull’indagine russa e con meno tempo libero non strutturato per guardare la televisione. Dunque la risposta è sì, Trump pubblica da solo sui propri canali. Non è soltanto lui a pubblicare, ovviamente. Ci sono contenuti istituzionali che vengono prodotti e caricati dal suo staff. Ma lui sa come condividere un contenuto e adora farlo senza chiedere pareri a nessuno.Trump è un comunicatore eccezionale. Ma anche nel suo caso, è corretto agire così? No, perché sei il presidente degli Stati Uniti e ciò che pubblichi non resta un meme, diventa un messaggio politico, con delle reazioni.Questo sul video di Gaza è oggettivamente un errore di comunicazione. Ma quanto è grave? Stamattina, dopo aver visto il video, ho pensato fosse gravissimo. I media di tutto il mondo lo hanno criticato. Perfino molti suoi elettori, come abbiamo detto. Poi ho aspettato le reazioni dei governi, a partire da quelli europei. E così ho aspettato ancora… ma niente. A margine di un’iniziativa di Forza Italia a Montecitorio, i cronisti hanno chiesto al ministro degli Esteri, Antonio Tajani, di commentare il video. Lui però non è entrato nel merito delle immagini. Ha solo parlato della proposta di Trump di fare di Gaza una meta turistica: “Non mi pare una novità. La proposta è stata commentata e ricommentata. La nostra proposta è quella di due popoli e due stati..” e così via senza giudicare le immagini grottesche della clip.Il video rimane offensivo, resta un errore. Ma a quanto pare non avrà alcun impatto politico. Né internamente, per Trump, né sulle trattative per il futuro di Gaza. A quest’ora, visto che nessun leader ha commentato quello che deve essere passato effettivamente solo come un meme, allora capisco che Trump ha compreso più di noi quale sia il peso reale di un reel, anche quando sei il presidente degli Usa.Se l’impatto politico in questo caso specifico è nullo, questo video ci rivela però come l’intelligenza artificiale stia rivoluzionando la comunicazione politica. Attraverso le sue applicazioni, i leader possono fornire un’immagine concreta delle loro promesse o proposte, anche di quelle più visionarie. Non restano più solo parole e immaginazione. Diventano immagini vivide, realistiche. Questo ovviamente a livello persuasivo ha un’efficacia maggiore. Inoltre, economicamente, è alla portata di tutti. Speriamo solamente che non venga mai più usata per produrre contenuti così inquietanti.L'articolo Il video ‘Trump Gaza’ è offensivo: un errore di comunicazione. Ma quanto grave? proviene da Il Fatto Quotidiano.