Quando la banca chiude, borgo e territorio sfollano

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Perugia – A Massa Martana, valle umbra fra Perugia e Terni, la notizia della imminente chiusura dell’agenzia di una importante banca nazionale ha messo in subbuglio oltre tremila cinquecento residenti. Proteste e preoccupazioni subito condivise dagli abitanti di altri quattro o cinque paesi vicini e confinanti. Oltre alle perplessità dei vertici di almeno tre importanti opifici che esportano merci e manufatti, di valore e precisione, fino al RegnoUnito e verso gli USA.Il sindaco Francesco Federici, allarmato ma non scoraggiato, ha mobilitato la tastiera ed è subito atterrata una mail sul vertice dell’Istituto di credito, nella quale fra l’altro si legge: ”…come amministrazione comunale stiamo cercando di fare il possibile, e con risultati confortanti, per evitare lo spopolamento dei piccoli Comuni… e dunque ritengo che a Massa Martana la presenza di una filiale bancaria che agisca da sportello sia fondamentale per garantire servizi di qualità accessibili a tutti, anche per sostenere losviluppo economico locale. Prego pertanto di rivedere questa decisione estremamente dannosa per il nostro Comune.”Il tono della lettera è deciso ed immediato, diretto al Vertice. La stima di un sindacato dei bancari quantifica in 32 -su 92 – i comuni umbri senza piùuno sportello bancario aperto, con andamento in crescendo. Questo significa che oltre cinquantamila cittadini non possono fisicamente conferire con un funzionario per un deposito o prelevamento di moneta; per chiedere un prestito, un mutuo od esaminare il proprio rapporto.Ma la situazione non è l’unica né la peggiore. Anzi è comune in tutto il Paese, isole comprese. L’’Osservatorio indica in circa 11 milioni, mezzo milione in più del precedente anno, le persone che non hannoaccesso fisico alla propria agenzia e non possono dialogare con “il banchiere”. Oltre 4,6 milioni (+ 6,5%) vivono in comuni totalmente desertificati, mentre quasi 6,3 milioni (+4,5%) in comuni in via di desertificazione.Il Sole24ore recentemente dava per 508 il numero degli sportelli chiusi nel 2024. In Umbria l’assessore allo Sviluppo Economico Francesco De Rebotti afferma che: ”le piccole comunità sono un patrimonio da difendere e tutelare accogliendo la proposta del presidente di Anci Umbria Federico Gori. Cioè di istituire un tavolo tecnico per individuare azioni di contrasto e soluzioni alternative in grado di invertire il trend. Ci faremo quindiparte attiva per rispondere presto alla richiesta coinvolgendo una pluralità di soggetti a salvaguardia di una ricchezza straordinaria rappresentata dalle aree periferiche ed interne”.Se consideriamo che Internet banking viene utilizzato dal 52% circa degli utenti si può concordare con First Cisl quando afferma: ”Da ciò si evince che la desertificazione bancaria rappresenta un acceleratore dell’esclusione sociale, soprattutto per le fasce anziane della popolazione, penalizzate dal minor livello di competenze digitali. Secondo dati ufficiali, solo il 29% delle persone fra i 65 e i 74 anni utilizza l’internet banking”. (Angelo Pennacchioni)