“Ue nata per distruggerci” e minacce di dazi al 25%: con l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca, l’Unione europea deve capire se gli Stati Uniti rimarranno uno storico alleato o decideranno di trasformarsi nel peggior nemico di Bruxelles. Andare allo scontro o negoziare? Questo è il dilemma da sciogliere nei palazzi delle istituzioni Ue, ma nel frattempo non si può tacere di fronte alle ennesime accuse mosse dal presidente americano. Così, dai vertici europei e dai governi degli Stati membri arrivano risposte indirizzate a Washington: “L’Ue reagirà in modo fermo e immediato alle barriere ingiustificate al commercio libero ed equo, anche quando i dazi vengono utilizzati per contestare politiche legittime e non discriminatorie”, ha dichiarato già nella nottata di mercoledì, poco dopo le esternazioni del tycoon, un portavoce della Commissione europea. “L’Ue proteggerà sempre le aziende, i lavoratori e i consumatori europei dai dazi ingiustificati”.Trump ha accusato l’Europa di aver contribuito meno degli Stati Uniti al sostegno all’Ucraina, ed è stato smentito in diretta da Emmanuel Macron, e adesso è tornato ad attaccare il Vecchio Continente affermando che fino a oggi ha sfruttato gli Usa. Così la Commissione ha ribattuto ricordando che “l’Ue è il più grande mercato libero del mondo ed è stata una manna per gli Stati Uniti. Gli investimenti statunitensi in Europa sono altamente redditizi. Le aziende americane sono state in grado di investire e generare entrate sostanziali proprio perché l’Ue è un grande mercato unificato che fa bene agli affari”, ha detto ricordando che il commercio transatlantico di beni e servizi “ammonta a oltre 1,5 trilioni di dollari all’anno, il più grande al mondo”. Per tutti questi motivi ha rilanciato l’appello delle istituzioni Ue a “lavorare insieme per preservare queste opportunità per la nostra gente e le nostre aziende. Non gli uni contro gli altri. L’Europa è sinonimo di dialogo, apertura e reciprocità”.Giovedì poi Bruxelles è tornata sull’argomento nel corso del consueto midday briefing con la stampa. E il portavoce per il Commercio, Olof Gill, ha detto che esistono “negoziati tra Ue e Usa. Queste questioni spettano al commissario Maros Sefcovic che era negli Stati Uniti una settimana fa, ci sono stati incontri produttivi con gli americani”. Inoltre, le minacce di Trump, ha tenuto a precisare, sono ancora molto vaghe e per questo ipotizzare una risposta è al momento difficile: “Mancano ancora dettagli su questi potenziali dazi” del 25% su “auto e altre cose. Dunque non sappiamo ancora come e se dovremo rispondere”. A ogni modo, l’Ue si è preparata per “oltre un anno” a questo scenario ed è pronta a reagire. A chi ha chiesto se i dazi possano essere differenziati da Stato a Stato, la Commissione ha risposto che “è tecnicamente possibile“.Anche alcuni leader europei hanno deciso di esporsi. Come ad esempio il premier della Polonia, Paese storicamente molto vicino agli Stati Uniti, Donald Tusk, che ha risposto direttamente al presidente americano: “L’Ue non è stata creata per fregare nessuno. Al contrario. È stata creata per mantenere la pace, costruire rispetto tra le nostre nazioni, creare un commercio libero ed equo e per rafforzare la nostra amicizia transatlantica”. Il vicepresidente della Commissione europea con delega alla Strategia Industriale, Stéphane Séjourné, ha promesso che “l’Europa reagirà immediatamente e con fermezza. Gli ostacoli al commercio equo sono ingiustificati, soprattutto tra partner commerciali. È una situazione in cui tutti perdono”.Una soluzione è certamente quella di stabilire nuove relazioni commerciali con i grandi Paesi emergenti. Non è un caso che il primo viaggio del nuovo mandato di Ursula von der Leyen sia in India, definita nel suo intervento al Forum di Davos “la più grande democrazia e il più grande Paese del mondo”. Proprio da Delhi, la presidente della Commissione ha fatto un riferimento indiretto allo scontro, per il momento solo verbale, in corso tra le due sponde dell’Atlantico: “In un’epoca di conflitti e intensa competizione, c’è bisogno di amici fidati. Per l’Europa, l’India è un’amica e un’alleata strategica. Discuterò con Narendra Modi di come portare la nostra partnership strategica al livello successivo”, ha scritto su X.Più pacata la reazione del premier britannico, Keir Starmer, proprio nel giorno del suo incontro con Trump a Washington, con la quale chiede una collaborazione fruttuosa sia per gli Usa sia per l’Ue: “Il mondo sta diventando sempre più pericoloso ed è più importante che mai restare uniti fra alleati”, si legge in una nota di Downing Street che suona come un appello al presidente americano. Tema a cui Starmer ha fatto riferimento al suo arrivo in un breve discorso dinanzi ai giornalisti britannici nella residenza dell’ambasciatore del Regno Unito a Washington: “Noi – ha detto rivolgendosi indirettamente a Trump – vogliamo lavorare con te, vogliamo riceverti presto in Gran Bretagna e costruire una nuova partnership perché la storia dimostra che quando lavoriamo assieme i risultati arrivano”.L'articolo L’Europa replica agli attacchi e alle minacce di Trump sui dazi: “Siamo manna per gli Usa”. Sejourné: “Reagiremo con fermezza” proviene da Il Fatto Quotidiano.