Il caldo estremo può accelerare l'invecchiamento anziani

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AGI - Il caldo estremo può accelerare l'invecchiamento, a livello molecolare, di anziani residenti in quartieri con temperature più elevate rispetto a coloro che risiedono in zone più refrigerate. Lo suggerisce uno studio della USC Leonard Davis School of Gerontology, Stati Uniti, pubblicato su Science Advances, che pone nuove preoccupazioni sulle implicazioni che il cambiamento climatico e le ondate di calore potrebbero avere sulla salute a lungo termine, specie nelle popolazioni più fragili in termini di un invecchiamento biologico maggiore e più rapido ad esempio.L'età biologica è un importate indicatore del buon funzionamento dell'organismo a livello molecolare, cellulare e di sistema, al contrario dell'età cronologica che si basa solo sulla data di nascita; quindi avere una età biologica superiore a quella anagrafica associa a un rischio più elevato di malattie e mortalità.Da tempo vi è evidenza che l'esposizione al calore estremo correli a esiti negativi per la salute, tra cui un aumento del rischio di morte, ma la relazione calore-invecchiamento biologico non è mai stata indagata a fondo. Con questo scopo i ricercatori hanno valutato i cambiamenti dell'età biologica nel tempo in oltre 3.600 partecipanti, di età pari o superiore a 56 anni provenienti da tutti gli Stati Uniti, in riferimento ad esempio alla salute e alla ai termini pensionistici.L'analisi è stata condotta sull'esame di campioni di sangue prelevati in vari momenti nei sei anni di studio per rilevare i cambiamenti epigenetici, ovvero il modo in cui i singoli geni vengono "disattivati" o "attivati" dalla metilazione, un particolare processo del DNA, utilizzando gli orologi epigenetici, cioè strumenti matematici che consentono di analizzare i modelli di metilazione e stimare le età biologiche in ogni momento della vita. Hanno quindi confrontato i cambiamenti nell'età biologica dei partecipanti con la cronologia dell'indice di calore dell'area di residenza dei partecipanti allo studio e il numero di giorni di calore, segnalati dal National Weather Service dal 2010 al 2016 e il relativo indice di calore.   Quest'ultimo viene classificato in tre livelli in base al potenziale rischio di effetti negativi sulla salute: il livello "Attenzione" che include valori dell'indice di calore che vanno da 80 F a 90 F (da 26.67 C a 32.22 C), il livello "Estrema cautela" che comprende valori tra 90 F e 103 F (da 32.22 C a 39,44 C) e il livello "Pericolo" relativo a valori tra 103 F e 124 F (da 39.44 C a 51.11 C).L'analisi ha rivelato una correlazione significativa tra quartieri con più giorni di calore estremo e individui che sperimentano i maggiori aumenti nell'età biologica, dove la relazione persisteva anche dopo valutazioni sulle differenze socioeconomiche e demografiche, fattori dello stile di vita come l'attività fisica, il consumo di alcol e il fumo. È emerso che i partecipanti che vivono in aree in cui i giorni di caldo, definiti come Estrema Attenzione o livelli più alti (90 F, 32.22 C), si verificano per metà dell'anno, ad esempio a Phoenix, Arizona, possono mostrare fino a 14 mesi di invecchiamento biologico in più rispetto a coloro che vivono in aree con meno di 10 giorni di caldo all'anno. Tutti e tre gli orologi epigenetici impiegati nello studio, PCPhenoAge, PCGrimAge e DunedinPACE, hanno rivelato questa associazione nel corso di valutazioni dell'invecchiamento epigenetico in un periodo da 1 a 6 anni. PCPhenoAge ha anche mostrato l'associazione dopo periodi di tempo brevi (7 giorni) e mesi (30-60 giorni), indicando che i cambiamenti epigenetici correlati al calore potrebbero verificarsi in maniera relativamente rapida e che alcuni di essi potrebbero accumularsi nel tempo.Il fattore che incide in maggiore misura e con effetti dannosi più evidenti è in realtà la combinazione calore e umidità, con implicazioni più serie e più frequenti per gli anziani, spiegano i ricercatori, perché sudano poco e perché con l'età l'organismo riduce la capacità di raffreddamento della pelle che deriva proprio dall'evaporazione del sudore.I ricercatori intendono valutare quali eventuali altri fattori potrebbero rendere vulnerabili l'organismo all'invecchiamento biologico in relazione al calore e il relativo impatto sulla salute. Nel frattempo, i risultati dello studio potrebbero spingere i decisori politici, gli architetti e altri interlocutori al valutare azioni per la mitigazione del calore a misura soprattutto dell'anziano nella pianificazione di infrastrutture cittadine, posizionamento dei marciapiedi e fermate degli autobus, tenendo conto dell'ombra durante la piantumazione di più alberi e dell'aumento degli spazi verdi urbani.