Il Cio evoca già il rischio cattedrale nel deserto per la pista da bob di Cortina: “Basta costruirne di nuove, sono tante e ci sono pochi atleti”

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Nel giorno in cui a Cortina d’Ampezzo viene accesa la centrale per produrre il freddo della pista da bob in costruzione in vista delle Olimpiadi 2026, arriva dal presidente del Cio Thomas Bach una notizia davvero epocale. Di cui, a questo punto, la “perla delle Dolomiti” non sa se doversi rallegrare. La pista intitolata a Eugenio Monti sarà l’ultima che verrà costruita al mondo. Perché in America, Europa ed Asia ce ne sono già abbastanza, considerando il numero modesto di atleti che praticano gli sport olimpici del bob, dello slittino e dello skeleton. Bach lo ha detto da Losanna al sottosegretario alla presidenza del consiglio, il leghista Alessandro Morelli, che subito lo ha comunicato ai giornalisti presenti quando è stato lui a premere il pulsante che ha messo in funzione i generatori del freddo.La costruzione decisa un anno fa dal ministro Matteo Salvini, quando già l’Italia aveva comunicato al Cio di non essere in grado di far fronte all’impegno, è destinata a chiudere l’era in cui la neve è stata un bene disponibile nei mesi freddi. Con i cambiamenti climatici, l’instabilità si è fatta sentire, come dimostrano i prati verdi di Cortina. Per sciare occorre applicare in modo massiccio la produzione di neve artificiale, grazie a bacini idrici in quota. L’industria della neve e dello sport invernale non si fermano.Riusciranno a finire la nuova Eugenio Monti in tempo per i collaudi previsto il 24 marzo con l’arrivo di una trentina di atleti? A questo punto sembra acquisita la parte impiantistica più delicata, salvo sorprese nel momento di realizzare il ghiaccio. Si tratta di vedere come avverrà la distribuzione nei quasi due chilometri, all’interno di ciò che rimane del bosco di larici a Ronco. Al momento il budello in cemento non è ancora finito. Manca una parte di curva proprio a ridosso della centrale del freddo, dove prende la forma di un “otto volante”. Completamente inesistente è anche la parte finale del rettilineo di frenaggio. Inoltre si sta terminando solo la stazione di partenza principale. Insomma, la corsa contro il tempo non è finita.Un impedimento degli ultimi giorni è dovuto alla ricerca dei ghiacciatori. Società Infrastrutture Milano Cortina (Simico) aveva aperto un bando di gara da oltre 700mila euro per trovare l’équipe necessaria fino alla preparazione olimpica della pista (febbraio 2026). È arrivata una sola offerta da parte di una cooperativa, ma è stata ritenuta inadeguata da un punto di vista tecnico. Una doccia fredda. La gara comunitaria è stata così annullata appena due giorni fa. Simico ha tamponato la situazione affidando l’incarico di trovare una ventina di ghiacciatori a Umana, società di lavoro interinale del gruppo imprenditoriale di Luigi Brugnaro, il sindaco di Venezia. Simico ha aggiudicato l’incarico per 20mila euro, che riguarda la sola ricerca, mentre passa in carico alla società pubblica l’assunzione temporanea e il pagamento delle prestazioni.Intanto è stato pubblicato l’annuncio del bando da 22,8 milioni di euro per realizzare l’impianto di risalita che porterà da Cortina a Socrepess sciatori e spettatori delle Olimpiadi. Si tratta di un’opera che ha trovato ostacoli anche da parte della Regione Veneto perché i piloni devono attraversare i bellissimi prati di Mortisa, in una zona soggetta a una frana profonda. C’è quindi il rischio che i piloni scivolino verso valle creando problemi di sicurezza dell’impianto. Chi eseguirà l’appalto (che deve esser pronto per fine 2025) dovrà osservare una serie di prescrizioni, mentre l’iter della conferenza dei servizi non è ancora stato ultimato.All’avvio della centrale del freddo avrebbe dovuto essere presente anche il governatore del Veneto Luca Zaia, che però all’ultimo momento ha rinunciato, per altri impegni. Porte aperte a tutti i giornalisti, a differenza di quanto accaduto alcuni giorni fa, quando un cronista del Corriere delle Alpi non era stato ammesso alla visita, a differenza di altri suoi colleghi. Il direttore Luca Ubaldeschi ha stigmatizzato il fatto, con una breve nota, in cui ricordava il dovere dell’informazione. Simico ha smentito ogni intenzione discriminatoria.Il sottosegretario Morelli, dopo aver avviato la centrale, ha esaltato “l’Italia del sì che ha creduto in questa opera che si porta dietro investimenti per oltre un miliardo di euro”. Qualche giorno fa aveva criticato i media per aver fomentato un clima da cui sarebbe scaturito il presunto sabotaggio nel cantiere, con la caduta di un tubo su una strada. Non è però escluso che si sia trattato di un incidente e non di un atto deliberato. Il sottosegretario ha in parte fatto marcia indietro, non incolpando nessun organo di informazione, anche se ha sostenuto che “ci sono state trasmissioni televisive molto di parte: dire che questa è una pista anti ecologica è una falsità. Non c’è pista al mondo migliore. Tutti dovrebbero impegnarsi a guardare alla luna, non al dito”. Con questo invito a limitare le critiche, la volata verso Milano Cortina 2026 è stata lanciata.L'articolo Il Cio evoca già il rischio cattedrale nel deserto per la pista da bob di Cortina: “Basta costruirne di nuove, sono tante e ci sono pochi atleti” proviene da Il Fatto Quotidiano.