Dopo giorni di attacchi sconsiderati, a dir poco incomprensibili, Donald Trump offre infine un’analisi lucida e perentoria sul futuro dell’Ucraina e dei rapporti dell’Occidente con la Russia. Domani il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarà alla Casa Bianca per mettere nero su bianco l’intesa sulle terre rare: mancano gli ultimi dettagli sull’accordo ma il pressing del tycoon – attraverso il mantra “avremo indietro i nostri soldi” – sembra aver convinto Kiev a chiudere l’accordo da 500 miliardi di dollari. Ma i riflettori sono accesi sul discorso del presidente americano sul Paese di Zelensky.Trump ha messo in chiaro di voler lavorare “duramente per un buon accordo” finale di pace che permetta a Kiev di recuperare più territori possibile e imponga anche a Vladimir Putin concessioni. E già da questo punto di vista c’è da fare una considerazione: recuperare più territori possibile non significa recuperare tutti i territori, come sognato da Zelensky e da molti fiduciosi alleati europei. L’Ucraina in questa fase non può permettersi di avanzare pretese su tutto ma attraverso il dialogo e la mediazione è possibile recuperare alcune fette di terra che attualmente sono sotto il controllo del Cremlino.Un altro punto fondamentale riguarda la Nato. L’Ucraina si può scordare l’accesso all’Alleanza Atlantica, ha sottolineato Trump, secondo cui vi sarebbe stata proprio l’aspirazione atlantista di Kiev all’origine del conflitto: “Nato, se lo può scordare, penso che probabilmente questa sia l’origine per cui tutta questa cosa è iniziata” le sue parole rispondendo ai cronisti presenti alla Casa Bianca. E anche in questo caso c’è poco da contraddire: Kiev non può sperare di fare parte della Nato se vuole davvero chiudere il conflitto con Mosca. Probabilmente neppure il passo indietro promesso da Zelensky basterebbe a soddisfare il Cremlino.Altro punto condivisibile dell’intervento di Trump riguarda le sanzioni alla Russia. Il tycoon è stato netto ieri alla Casa Bianca: “Voglio vedere se faremo un accordo con la Russia prima di parlare di un allentamento delle sanzioni”. In altri termini: prima di fare un favore al Cremlino, questo deve dimostrare di rispettare gli accordi. Tenere la barra dritta, nonostante le accuse di parte dell’Europa di essere troppo indulgente nei confronti di Putin, definito sì “intelligente, è una persona astuta” ma allo stesso tempo accusato di non voler chiudere realmente il conflitto: “Penso che non avesse intenzione di risolvere la guerra, penso che volesse tutto, ma abbiamo parlato quando sono stato eletto e penso che possiamo avere un accordo”.Leggi anche:Intesa Trump-Zelensky, un buon accordo che impegna gli Stati Uniti in UcrainaUcraina, intesa sulle terre rare. Trump: “Così Kiev continuerà a combattere”Dopo le critiche, ora Trump merita un applauso per l’analisi lucida. Certo, c’è ancora del lavoro da fare per la pace in Ucraina. Altro dossier che dovrà essere risolto è quello della necessità di truppe di peacekeeping europee invocata dal leader della Casa Bianca, ipotesi che scaricherebbe tutto il peso sull’Europa dirimpettaia dei vicini in guerra anche a dispetto del no di Mosca. “Non ho intenzione di dare garanzie di sicurezza. Faremo in modo che sia l’Europa a farlo”, ha tagliato corto durante la sua prima riunione di gabinetto, spostando il baricentro della responsabilità sull’altra sponda dell’Atlantico dove il coordinamento diplomatico è fitto, riporta l’Ansa. Attenzione rivolta a Londra nel weekend, dove il premier britannico Keir Starmer e i leader dei Ventisette accoglieranno Zelensky per il summit in programma sulla difesa comune. Summit mirato a continuare a ribadire il sostegno a Kiev e mettere le basi a decisioni che verranno prese la settimana prossima, nel corso del vertice straordinario del 6 marzo a Bruxelles.Franco Lodige, 27 febbraio 2025Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).L'articolo “L’Ucraina scordi la Nato”, sanzioni e territori: le tre pratiche idee di Trump proviene da Nicolaporro.it.