Usa. La Camera vota il ritiro dalla guerra in Iran, Dem e Repubblicani uniti contro Trump

Wait 5 sec.

Dire * –Il voto era stato rinviato due settimane fa. Mercoledì la Camera dei Rappresentanti avrebbe dovuto colmare il ritardo. E l’ha fatto: ha votato una risoluzione che impone al presidente Trump di ritirare le forze statunitensi dall’Iran o di ottenere l’autorizzazione del Congresso per proseguire il conflitto. Una misura dal peso politico enorme, già prossima all’approvazione a maggio, quando i leader repubblicani l’avevano improvvisamente ritirata dall’aula per scongiurare una sconfitta imbarazzante, per il partito e per il presidente.I voti non c’erano. E nei giorni successivi non era chiaro se la situazione fosse cambiata. La guerra si prolunga ormai da quattro mesi, Trump ha mostrato di non riuscire concluderla, e l’opposizione interna al partito continua a crescere in modo silenzioso ma costante. Tre repubblicani della Camera si erano già schierati con i democratici su una risoluzione analoga il mese scorso, bocciata per un soffio in seguito a un pareggio.Stavolta i leader Repubblicani non potevano più procrastinare: i democratici hanno invocato la War Powers Resolution, che obbliga a esaminare tali misure entro un termine preciso. La risoluzione è stata votata da tutti i deputati Democratici e da quattro Repubblicani. Trump ha finora sistematicamente respinto qualsiasi tentativo del Congresso di limitare i suoi poteri in tempo di guerra. E il Partito Repubblicano ha in larga parte rinunciato alle proprie prerogative costituzionali in materia, rimettendosi ripetutamente alle sue decisioni.Al Senato una manciata di Repubblicani dissidenti si è già dissociata dal presidente, votando a favore di una misura simile. I senatori repubblicani hanno inoltre costretto Trump ad abbandonare la richiesta di un miliardo di dollari per la sicurezza della sua sala da ballo, e a rinunciare al piano del Dipartimento di Giustizia per un fondo federale destinato a risarcire chi accusa il governo di persecuzione. Le incrinature nel fronte compatto del partito, in vista delle elezioni di medio termine, sono sempre più visibili.Per ora è un atto simbolico, però. Perché anche qualora la risoluzione venisse approvata da entrambe le camere, la possibilità per il Congresso di obbligare un presidente a ritirare le truppe resta giuridicamente controversa. In ogni caso Trump può comunque mettere il proprio veto e quindi annullarne gli effetti concreti. A quel punto la risoluzione avrebbe bisogno di due terzi dei voti in entrambe le Camere, per passare. Al momento è impensabile che accada.* Fonte: agenzia Dire.