Il lavoro precario, la sanità che peggiora, le misure contro il caro energia: tutte le raccomandazioni dell’Ue all’Italia

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Da Bruxelles – Prima la carota, poi il bastone. Nel giorno in cui la Commissione europea apre alle richieste del governo Meloni sulla flessibilità di spesa per fronteggiare il caro energia, ecco che arrivano anche le raccomandazioni del semestre europeo, ossia quel documento in cui Bruxelles raccoglie le indicazioni sulle riforme che ogni Paese membro dovrebbe attuare per rafforzare la crescita e la sostenibilità dei conti pubblici. Nelle 151 pagine di country report, l’esecutivo comunitario torna a battere sui nervi scoperti del Paese: catasto, evasione fiscale, tasse sul lavoro, sanità, povertà e pensioni.L’eterno dibattito sulla riforma del catasto Tra i passaggi più delicati sul piano politico c’è quello relativo al catasto. La premessa è la stessa di sempre: le stime immobiliari sono obsolete e occorre riequilibrare il sistema fiscale, sanare gli immobili fantasma, e aggiornare i dati di rendita risalenti al secolo scorso. La Commissione osserva che i valori catastali in Italia «non sono ancora stati sistematicamente avvicinati ai valori di mercato» e ricorda che il governo si è impegnato, nell’ambito del Piano strutturale di bilancio di medio termine, ad «aggiornare i valori catastali per gli immobili non ancora inclusi nel catasto e per gli edifici che hanno beneficiato di programmi pubblici per l’efficienza energetica e/o interventi di ristrutturazione». Il mancato aggiornamento del catasto, fa notare Bruxelles, si traduce in «basse entrate derivanti dagli immobili a livello locale», anche in quelle città che devono fare i conti con crescenti problemi di emergenza abitativa.Il caro affitti e il rimprovero sulle case vuoteA proposito di politiche per la casa, la Commissione europea fa notare come «in circa un decimo delle province italiane i costi degli affitti rappresentano più di un terzo dei salari medi». Su questo tema, l’analisi di Bruxelles è particolarmente spietata: «la quota di edilizia sociale è bassa», con «un patrimonio abitativo pubblico limitato» e «liste d’attesa molto lunghe». A questo si aggiungono «un’elevata quota di abitazioni non occupate» e una «forte presenza di affitti a breve termine». Una questione che il governo spera di risolvere con il Piano Casa presentato nelle scorse settimane.Troppe tasse sul lavoro e troppi precari Tra gli annosi problemi con cui deve fare i conti l’Italia non può mancare quello relativo al fisco. Il sistema italiano, osserva Bruxelles, continua a basarsi «in larga misura sulla tassazione del lavoro». E il risultato, come si sa, è che il cuneo fiscale resta sopra la media dell’Ue per i lavoratori single con salario medio e nel 2025, nonostante gli interventi del governo, è persino aumentato, seppur di poco. E a proposito di lavoro, la Commissione europea punta il dito anche contro la diffusione del «lavoro atipico». Nel 2025, si legge nel documento di Bruxelles, «l’11,3% dei lavoratori aveva contratti a tempo determinato non volontari e l’8,5% era impiegato in ruoli part-time non volontari, ben al di sopra delle medie Ue del 6,4% e del 3,3%».Sanità pubblica: «Liste d’attesa sempre più lunghe»Uno dei giudizi più severi riguarda il servizio sanitario nazionale. Secondo la Commissione, «l’accesso all’assistenza sanitaria in Italia è peggiorato negli ultimi anni», con «liste d’attesa sempre più lunghe per i servizi sanitari pubblici», spese a carico dei pazienti superiori alla media europea e «notevoli disparità territoriali». Nelle sue raccomandazioni, Bruxelles sollecita il completamento della riforma della sanità territoriale avviata nel 2022, chiedendo innanzitutto il pieno funzionamento delle Case della comunità e degli Ospedali di comunità. «È fondamentale», continua il documento, «affrontare la carenza di personale sanitario».Foto copertina: EPA/Olivier Hoslet | Valdis Dombrovskis, commissario europeo all’Economia, durante la presentazione del semestre europeo L'articolo Il lavoro precario, la sanità che peggiora, le misure contro il caro energia: tutte le raccomandazioni dell’Ue all’Italia proviene da Open.