Usa, i quattro ribelli repubblicani che hanno votato contro i poteri di Trump

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AGI - Donald Trump ha attaccato duramente i quattro repubblicani che si sono uniti ai democratici nel voto a favore di una risoluzione che impedisce al presidente degli Stati Uniti di ordinare ulteriori attacchi contro l’Iran. “Dovrebbero vergognarsi di loro stessi”, ha scritto il tycoon sul social Truth. “Chi farebbe una cosa così antipatriottica”, ha aggiunto.Su Trump cresce la pressione per uscire dalla guerra in Iran Ma il voto di mercoledì, passato alla Camera del Congresso americano con 215 voti a favore e 208 contrari, ha segnato un segnale preoccupante per Trump: è la prima volta che una misura di questo tipo viene approvata alla Camera o al Senato in un voto finale, dall’inizio degli attacchi all’Iran lanciati dagli Stati Uniti a fine febbraio.Anche se il percorso è lungo e tortuoso, prima che davvero il Congresso possa costringere il presidente a mettere fine al conflitto, la risoluzione approvata ieri è simile a quella portata avanti il mese scorso dal Senato e aumenta la pressione sull’amministrazione affinché trovi una via d’uscita.Lo scollamento tra Trump e i cittadini La guerra è sempre più impopolare tra gli americani, preoccupati dall’esposizione al rischio dei soldati americani in un fronte lontano da casa, e soprattutto dalle conseguenze sul piano economico, dall’aumento del carburante a quello della spesa quotidiana. I sondaggi certificano questo stato di scollamento tra il Paese e il suo presidente: più della metà degli americani non approva la guerra.Trump cerca una soluzione ma non da 'leader dimezzato'Trump ha bisogno di uscirne prima possibile, ma deve farlo da Commander-in-Chief, non da leader dimezzato. Ecco perché la risoluzione approvata dalla Camera lo ha irritato: non è tanto per i suoi effetti pratici, ma perché offusca la sua leadership e mostra un partito non compatto.I repubblicani ribelli nel mirino di TrumpI quattro “ribelli” finiti nel mirino del presidente Usa non sembrano destinati molto facilmente a cambiare posizione. In particolare uno di questi, Thomas Massie, rappresentante del Kentucky, resterà in trincea: eliminato dalle primarie dopo che un candidato sostenuto da Trump ha vinto la selezione per candidarsi a novembre, Massie ha avuto nell’ultimo anno un duro scontro con Trump su una serie di temi chiave, dal “One Big Beautiful Bill”, il super piano economico del presidente, e sulla pubblicazione dei file legati a Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 e vecchio amico del presidente.Mercoledì Massie ha commentato su X, dopo il voto: “La Camera del popolo sta mandando un messaggio: porre fine a questa guerra”. Gli altri tre nel mirino di Trump sono Tom Barrett, deputato del Michigan, che ha servito nell’esercito americano per oltre vent’anni, il quale ha definito la guerra in Iran una “missione non chiaramente definita” e “senza una data di fine operazioni”. Warren Davidson, dell’Ohio, è un altro veterano che ha chiesto chiarezza.Il ruolo del CongressoGià a marzo Davidson aveva votato con Massie e i democratici per fermare la guerra, prima di riallinearsi al Partito repubblicano nelle votazioni successive. Ma adesso è tornato nella trincea politica dei ribelli. Il quarto è Brian Fitzpatrick, eletto in Pennsylvania, ex agente FBI e procuratore federale.Ieri ha sostenuto che il Congresso deve affermare i propri poteri e rispettare la legge, che assegna solo al Campidoglio il potere di condurre una guerra in nome degli Stati Uniti. “Non vedo cosa ci sia di complicato”, ha detto nel suo intervento. “Portiamo la questione al Congresso, discutiamone nel merito e votiamo. È così che dovrebbe funzionare il sistema”.