Al Festival della Televisione, Enrico Mentana ha risposto senza troppi giri di parole a chi gli chiedeva se La7 fosse diventata una televisione anti-Meloni. “Non c’è dubbio che la situazione di adesso sia la più marcata”, ha detto, ammettendo che tutti i programmi serali hanno lo stesso orientamento, la stessa scelta degli ospiti. Ha persino riconosciuto che tutto questo “ha portato vantaggio agli ascolti”. Fin qui, niente di sorprendente. Il problema è quello che ha detto dopo: la soluzione, secondo lui, non sarebbe che i media tornassero indipendenti, ma che ci fosse qualcun altro dall’altra parte a fare il contrario. Un altro polo. Un’altra zuffa.Per noi questa è la conferma di tutto. In tv si legittima la polarizzazione. Non la critica, non la mette in discussione: la normalizza.Chomsky lo scriveva già nel ’98 nel suo saggio The Common Good: “Il modo intelligente per mantenere le persone passive e obbedienti è limitare rigorosamente lo spettro delle opinioni accettabili, ma consentire un dibattito molto vivace all’interno di tale spettro“. In questo modo, scriveva, “si dà alla gente la sensazione che ci sia un pensiero libero, mentre i presupposti del sistema vengono sempre rafforzati dai limiti posti alla portata del dibattito“.Noi lo ripetiamo ad nauseam: il bipolarismo è una truffa. Schiararsi da una parte o dall’altra — o girare la testa — produce lo stesso risultato. Chi crea i due poli, gestisce entrambi. E voi continuate a sentirvi liberi di scegliere.The post Mentana squarcia il velo: “La7 è anti-Meloni, è evidente” ▷ Poi chiede il divide et impera appeared first on Radio Radio.