Sulla grazia a Nicole Minetti il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio annuncia una querela nei confronti della procura di Milano. «La procura generale non può accusarci di falso perché questo è una diffamazione e perché non hanno sentito le persone che abbiamo sentito noi. Quindi o se la rimangiano e ci chiedono scusa o li denunciamo», ha detto ieri durante Otto e Mezzo. E oggi sul suo editoriale in prima pagina dice che i pm avrebbero dovuto «trovare altri testimoni che i nostri cronisti sul campo continuano a incontrare registrando sempre nuove conferme su quei festini che presto il Fatto racconterà e che la Procura generale ha omesso di cercare, esponendo la Presidenza della Repubblica a nuove figuracce involontarie».Nicole Minetti e la querela al Fatto QuotidianoNei giorni scorsi Minetti e Giuseppe Cipriani hanno annunciato tramite i loro avvocati una querela e una richiesta di risarcimento danni in sede civile per 250 milioni. Sotto accusa, oltre al Fatto, ci sono Report ed È sempre Cartabianca. Oggi i legali spiegano al Corriere della Sera che la cifra «è calcolata per ribasso», come dice l’avvocato Emanuele Fisicaro. L’entità «deriva principalmente dalla diversità tra il nostro ordinamento e quello americano, in materia di risarcimento. Il loro sistema pone tra i parametri per il calcolo in primis il fatturato dei coinvolti e il mercato di riferimento e quanto, quindi, riportare notizie infondate abbia potuto incidere sull’andamento commerciale delle società. Si valuta anche il danno d’immagine e altri elementi propri del mercato».June 4, 2026 Altri reatiFisicaro, che difende i Cipriani insieme ad Antonella Calcaterra e Paolo Siniscalchi, parla anche di altre ipotesi di reato in base alle quali i legali stanno valutando un’azione penale: «Basti dire che c’è di mezzo un bambino, di cui è stata rivelata, tra le altre cose, l’adozione. È stata violata la Carta di Treviso che tutela i minori e già questo è gravissimo». La mediazione, atto per il quale bisogna obbligatoriamente passare prima di adire al tribunale civile, si svolgerà entro fine mese: «Vedremo come finisce. Costituirà la base per poter citare in giudizio, sia i giornalisti che le testate». A ciò si aggiungeranno esposti all’Ordine dei giornalisti. E, infine, «si agirà per la tutela del minore coinvolgimento le autorità garanti».La risposta di TravaglioTravaglio invece inizia il suo editoriale come una lettera aperta indirizzata all’«egregia procuratrice generale Francesca Nanni». La accusa di aver preso «per oro colato le “indagini difensive” della coppia (quindi nei procedimenti amministrativi indaga solo la difesa?), anche se basta googlare i nomi giusti o andare a Ibiza e Punta del Este e tendere l’orecchio per conoscere la verità». Poi dice che non può «infangare e diffamare con accuse di falso il lavoro giornalistico di un quotidiano, il Fatto che ho l’onore di dirigere, in un comunicato che non ammette contraddittorio, ma permette alla peggior feccia di darci dei falsari come se l’avesse accertato una sentenza definitiva (la famosa presunzione d’innocenza)».GracielaPoi il direttore del Fatto parla dell’ex massaggiatrice Graciela De Los Santos Torres e di quello che voleva dire «alla Procura italiana che presumibilmente mi convocherà». Nanni, accusa Travaglio, «ha scelto di non ascoltarla. Se l’avesse fatto, avrebbe potuto sapere le “altre cose” e sottoporle alle doverose verifiche. Magari sentire le due ex colleghe che le hanno scritto lodandone il “coraggio” (quindi escludono che stia mentendo)». E la conclusione è un annuncio di altri articoli sulla vicenda: «(Oppure Nanni poteva) trovare altri testimoni che i nostri cronisti sul campo continuano a incontrare registrando sempre nuove conferme su quei festini che presto il Fatto racconterà e che la Procura generale ha omesso di cercare, esponendo la Presidenza della Repubblica a nuove figuracce involontarie». E conclude: «Le auguro di lavorare un giorno con la passione, lo scrupolo e il culto della verità che contraddistingue i giornalisti del Fatto. Intanto attendo le sue scuse».L'articolo Nicole Minetti, Marco Travaglio annuncia «conferme sui festini» e una querela alla procura proviene da Open.