Alzheimer, il nuovo test del sangue ottiene la marcatura CE

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Marcatura CE per il nuovo test sul sangue ideato per confermare (o escludere) la patologia amiloide, un segno distintivo della malattia di Alzheimer. Obiettivo, accelerare la diagnosi proprio mentre la ricerca sta sviluppando soluzioni per rallentare o contrastare il cammino della malattia che ‘ruba’ i ricordi.Ad annunciare la marcatura CE IVD per il suo nuovo test sul sangue, sviluppato in collaborazione con Eli Lilly and Company, è stata Roche. Il colosso elvetico ha progettato l’esame per misurare la proteina Tau fosforilata (pTau) 217, un indicatore della patologia amiloide e un segno distintivo di Alzheimer. I risultati del test possono essere utilizzati per confermare o escludere la patologia amiloide in persone che presentano sintomi o disturbi di declino cognitivo. I nuovi farmaci contro l’AlzheimerObiettivo, consentire ai pazienti di accedere ai percorsi terapeutici più appropriati. E questo mentre in Italia l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ha iniziato gli incontri con le associazioni dei pazienti e le società scientifiche di riferimento, per approfondire le questioni relative ai criteri di eleggibilità e agli aspetti organizzativi dei nuovi trattamenti contro l’Alzheimer che hanno già da qualche tempo incassato il disco verde dell’Ema (Agenzia europea dei medicinali).La questione diagnosiStando alle stime il 75% delle persone affette da demenza non riceve una diagnosi, mentre negli altri casi questa arriva in media circa 3,5 anni dopo la comparsa dei primi sintomi di declino cognitivo. Fino a poco tempo fa le soluzioni terapeutiche erano di fatto inesistenti. Ora “il bisogno di test diagnostici più accessibili e scalabili che supportino una diagnosi precoce e accurata diviene sempre più urgente”, commenta Alessandro Padovani, direttore di Clinica Neurologica presso l’Università degli Studi di Brescia.“In questo scenario, i biomarcatori plasmatici assumono un ruolo strategico, poiché consentono un inquadramento biologico tempestivo, superando in parte i limiti di accesso legati agli attuali metodi utilizzati per confermare la patologia amiloide. Tra i biomarcatori, la pTau- 217 sta emergendo come il più solido e accurato per identificare la presenza della patologia amiloide”, chiarisce lo specialista.Le prospettive nel monitoraggio dell’Alzheimer“L’evoluzione della ricerca clinica sui biomarcatori su sangue,” aggiunge Roberto Scalamogna, Medical Excellence Lead di Roche Diagnostics SpA, “apre interessanti prospettive circa la possibilità che tali test possano, in futuro, consentire il monitoraggio dell’evoluzione della malattia e la valutazione della risposta clinica, migliorando il percorso di cura del paziente”. Questione di risorseIn Italia, ogni anno un paziente con Alzheimer costa complessivamente 72.000 euro al Ssn. “Supportando una diagnosi precoce e meno invasiva, il test per la determinazione della pTau217 su plasma ha il potenziale di migliorare la gestione dei pazienti e al contempo ottimizzare le risorse sanitarie, riservando indagini più complesse e costose solo quando necessario, e contribuendo così alla sostenibilità dei sistemi sanitari” , conclude Ramiro Pena, Healthcare Development Director di Roche Diagnostics.Questo articolo Alzheimer, il nuovo test del sangue ottiene la marcatura CE proviene da LaPresse