Per la Procura Generale di Milano non ci sono state irregolarità nella concessione della grazia a Nicole Minetti da parte del Presidente della Repubblica. E ora, davanti alla parola fine della vicenda, i legali dell’ex consigliera e del suo compagno Giuseppe Cipriani hanno ribadito di aver già avviato azioni legali per ottenere il risarcimento dei danni su diverse testate.Secondo quanto riferito dai difensori, le prime richieste risarcitorie riguardano oltre cinquanta articoli pubblicati, anche nelle rispettive edizioni online, dal quotidiano Il Fatto Quotidiano. Le iniziative giudiziarie coinvolgono inoltre alcune trasmissioni televisive, tra cui È sempre Cartabianca, andata in onda su Rete 4 il 28 aprile 2026, e Report, trasmessa su Rai 3 il 3 maggio 2026. Così come anche il ministro della Giustizia Nordio, al Tg1, dichiara che intende andare avanti nella causa civile dopo che fu accusato di possibili contatti con Cipriani. «Sicuramente si, andrò avanti. Non nei confronti di Ranucci che si è scusato ma nei confronti di Mediaset e della Berlinguer; l’eventuale risarcimento sarà devoluto in beneficenza», ha dichiarato. Il parere rimane positivoLa Procura generale di Milano ha ribadito il proprio via libera alla grazia concessa all’ex consigliera regionale Nicole Minetti. A renderlo noto è una nota dei vertici della magistratura milanese, dopo che le nuove verifiche erano state sollecitate dal Capo dello Stato dopo il provvedimento di clemenza firmato a febbraio e le polemiche scoppiate dopo le inchieste del Fatto quotidiano. Secondo il procuratore generale Francesca Nanni, i risultati degli ultimi accertamenti sono già stati trasmessi al ministero della Giustizia.Cosa hanno verificato i magistrati con carabinieri e InterpolNel comunicato la procura generale, guidata da Francesca Nanni e con il sostituto pg Gaetano Brusa, spiega di aver delegato controlli ai carabinieri e all’Interpol per appurare la fondatezza delle notizie comparse su Il Fatto Quotidiano e di quelle uscite successivamente. La conclusione è netta: «Dagli accertamenti risulta che i fatti riportati nelle notizie di stampa dalle quali ha tratto origine il presente supplemento di attività non corrispondono al vero e che non sono emersi fatti contrastanti con il quadro probatorio già acquisito e in base al quale sono state assunte le determinazioni da parte delle Autorità competenti». Il caso dell’adozione e del legale: «Nessuna battaglia legale»I magistrati passano poi in rassegna, uno per uno, i presunti punti oscuri che secondo la stampa avrebbero pesato sulla concessione della grazia. Il primo riguarda «il decesso in circostanze non chiare» di un avvocato coinvolto nella procedura di adozione di un bambino da parte di Minetti e del compagno Giuseppe Cipriani. La precisazione della procura è che non si tratta del legale dei genitori del figlio adottivo, ma del difensore di quest’ultimo, favorevole all’adozione, «nel cui procedimento non vi è stata alcuna battaglia legale, non essendosi costituiti i genitori naturali, rappresentanti dal difensore di ufficio ed essendo risultata da sempre irreperibile la madre biologica del minore».Le verifiche sui “festini” in Uruguay e SpagnaNon ci sono «segnalazioni di reato o pendenze giudiziarie o coinvolgimento in indagini di alcuna natura in Uruguay ed in Spagna di Nicole Minetti e Giuseppe Cipriani», continua la procura generale nella nota. Risultano «smentite» da «numerose dichiarazioni assunte in sede di indagini difensive» e dalle «dichiarazioni rese ai Carabinieri da persone informate sui fatti, le affermazioni circa feste con droga e sesso a cui avrebbe preso parte Nicole Minetti negli ultimi anni», come riferito «al Fatto Quotidiano dalla massaggiatrice». E non «emergono irregolarità nel procedimento di adozione» del minore.L'articolo Nicole Minetti, dopo le verifiche della Procura chiesti con Cipriani risarcimenti al Fatto, È sempre Cartabianca e Report: «Ci hanno diffamato» proviene da Open.