Con la pubblicazione dei nomi dei commissari esterni per l’esame di Maturità 2026, è ufficialmente iniziata una delle tradizioni più consolidate, la caccia alle informazioni sui professori che valuteranno gli studenti durante le prove. L’annuncio delle commissioni rappresenta, infatti, uno dei momenti più attesi dai maturandi e ogni anno apre una fase di ricerca quasi ossessiva sui docenti esterni. Sapere chi ci sarà a valutare gli studenti può aiutarli ad affrontare l’esame con maggiore consapevolezza, riducendo almeno in parte l’incertezza che accompagna la maturità. Quest’anno, oltre al presidente di commissione, saranno due i commissari esterni che affiancheranno due docenti interni.Maturità, pubblicati i nomi dei commissari esterni: come cercarli sul motore di ricerca ufficialeLa domanda che si fanno tutti: «Com’è questo professore?»Appena vengono pubblicati i nomi sul motore di ricerca del Mim, tra gli studenti inizia immediatamente uno scambio di informazioni. L’obiettivo è capire chi siano i docenti designati, come insegnino, quale atteggiamento abbiano durante gli esami e quali caratteristiche emergano dalla loro esperienza in classe. Le domande sono quasi sempre le stesse. È severo o comprensivo? Tende a mettere in difficoltà gli studenti o cerca di accompagnarli durante il colloquio? Che tipo di domande fa? Si concentra soprattutto sugli argomenti del programma o preferisce collegamenti interdisciplinari? A poter rispondere sono soprattutto gli studenti che quel professore lo hanno avuto durante l’anno scolastico. Da qui nasce una sorta di rete informale di scambio, ciascuno cerca informazioni sui propri commissari e, allo stesso tempo, fornisce dettagli sui docenti della propria scuola che saranno esterni in altri istituti.Il primo passo: le ricerche su GoogleLa ricerca comincia dal motore di ricerca delle commissioni messo a disposizione dal ministero dell’Istruzione e del Merito. Una volta individuato il nome del commissario, gli studenti passano a Google. Molti docenti hanno infatti pubblicazioni accademiche, materiali didattici, dispense, presentazioni o pagine personali consultabili online. In alcuni casi è possibile trovare anche progetti scolastici che consentono di farsi un’idea del metodo di insegnamento e degli argomenti su cui il professore pone maggiore attenzione. Si tratta di informazioni che non permettono certo di prevedere l’esame, ma che contribuiscono a delineare il profilo professionale del docente e a ridurre l’effetto sorpresa.TikTok, il passaparola della Generazione ZSe fino a qualche anno fa le informazioni circolavano soprattutto attraverso amici e conoscenze personali, oggi gran parte dello scambio passa inevitabilmente dai social. Per la Generazione Z, il punto di riferimento principale è TikTok. Già nelle ore successive alla pubblicazione delle commissioni iniziano a comparire video in cui gli studenti mostrano i nomi dei professori assegnati e chiedono informazioni alla community. Il meccanismo è semplice e ormai collaudato. Un maturando pubblica un video con i nomi dei commissari. Nei commenti intervengono studenti che hanno avuto quei docenti negli anni precedenti o che li frequentano nella propria scuola. In poco tempo si raccolgono decine di testimonianze e consigli.Attenzione alle informazioni fakeL’efficacia del sistema dipende anche dall’algoritmo della piattaforma, che tende a diffondere velocemente contenuti molto specifici all’interno di comunità accomunate dagli stessi interessi. Lo scorso anno questa forma di collaborazione digitale si è rivelata particolarmente utile per molti studenti. Naturalmente, trattandosi di opinioni pubblicate sui social senza alcuna verifica, è necessario mantenere un atteggiamento critico. Le testimonianze sono spesso soggettive, possono riflettere esperienze individuali e, in alcuni casi, possono anche contenere informazioni inesatte o del tutto false.Facebook resiste, tra gruppi scolastici e richieste di informazioniNonostante il predominio delle piattaforme più recenti, Facebook continua a svolgere un ruolo importante in questo periodo dell’anno. Molte scuole possiedono ancora gruppi dedicati agli studenti o agli ex studenti, spazi in cui è relativamente semplice pubblicare richieste e ottenere risposte da chi conosce direttamente il professore cercato. In questi gruppi spesso si trovano testimonianze più articolate rispetto a quelle dei commenti degli altri social.WhatsApp e i documenti condivisi: la rete informale degli studentiParallelamente ai social pubblici, continua a esistere una fitta rete di comunicazione privata fatta di gruppi WhatsApp e contatti personali. Il classico passaparola tra amici di amici rimane uno degli strumenti più utilizzati. Uno studente conosce qualcuno in un’altra scuola, che a sua volta conosce un compagno di classe del commissario cercato, e così le informazioni viaggiano rapidamente da una città all’altra. In molti casi vengono creati anche documenti condivisi, aggiornabili da studenti provenienti da tutta Italia. Si tratta spesso di file Word o documenti online nei quali vengono raccolte informazioni sui commissari esterni. Una sorta di archivio collettivo che si rinnova ogni anno.Reddit, il grande forum delle esperienzeTra gli strumenti utili negli ultimi anni c’è anche Reddit, una piattaforma che funziona come una gigantesca rete di forum tematici. Qui gli studenti possono pubblicare domande specifiche sui commissari e ricevere risposte da utenti provenienti da tutta Italia. Il vantaggio principale è la possibilità di raccogliere più punti di vista e confrontare esperienze diverse, ottenendo spesso informazioni più approfondite rispetto a quelle disponibili sui social tradizionali.La ricerca più audace: contattare gli studenti della scuola del professoreC’è poi chi sceglie una strada ancora più diretta. In assenza di informazioni sufficienti, alcuni maturandi individuano la scuola di provenienza del commissario esterno e cercano sui social studenti che la frequentano. Da lì partono messaggi privati sui social, richieste di testimonianze e domande sul carattere e sul metodo del docente. Si tratta di una pratica che richiede una certa intraprendenza, ma anche prudenza. Anche i propri docenti possono essere una fonte preziosaNella frenesia della ricerca online, spesso viene trascurata una risorsa molto più vicina, i propri insegnanti. Nel mondo della scuola, infatti, molti docenti si conoscono personalmente o professionalmente. Chiedere un parere ai professori interni può rivelarsi utile per ottenere informazioni sul collega esterno.Un vero e proprio rito, ma priorità alla preparazioneLa ricerca di informazioni sui commissari esterni è ormai diventata parte integrante del rito della maturità. Un fenomeno che negli anni si è trasformato seguendo l’evoluzione delle tecnologie e delle abitudini comunicative degli studenti. Se una volta bastavano poche telefonate e il passaparola tra scuole vicine, oggi esistono reti nazionali che permettono a migliaia di maturandi di confrontarsi in tempo reale attraverso i social. Resta però una consapevolezza che ogni studente, prima o poi, finisce per acquisire. Conoscere il carattere di un professore può aiutare a ridurre l’ansia, ma nessuna informazione raccolta online potrà sostituire la preparazione solida con cui si arriva davanti alla commissione.L'articolo Maturità, parte la caccia ai commissari esterni: da TikTok a Reddit, tutti i modi per trovare informazioni sui professori proviene da Open.