uno spettacolo di Sante Di Lanascritto, diretto e interpretato da Luisa Casasantacon Arianna Battilanamusiche Mark Meccoliproduzione Sante Di Lanaco-produzione Tieffe Teatro / Teatro Menotticon il sostegno produttivo di Valdrada Teatro – Fivizzano27 – S.D.I.spettacolo vincitore del Premio Scintille 2024spettacolo vincitore di “L’Italia dei Visionari 2026”Premio Speciale della Giuria al Festival InDivenire 2024Premio Miglior Attrice al Festival InDivenire 2024spettacolo finalista Direction Under30 2024spettacolo vincitore del Premio ospitalità di Pillole 2025in collaborazione con Collettivo CollegaMentiper CollegaMenti FestivalM. si desta un mattino da sogni inquieti e si ritrova tramutata, nel suo letto, in una donna vittima di stupro. È agosto, la calura estiva mangia la campagna pugliese e in un solitario paesino di provincia si consuma l’ennesima violenza di genere, all’ombra degli estatici festeggiamenti per la patrona Santa Maddalena. La vittima porta il nome della santa, ma fa presto a diventare carnefice: come nelle migliori distorsioni figlie della cultura dello stupro, il victim blaming fagocita tutto lo spazio del reale, si gonfia come un’asfissiante bolla sociale e lascia M. sola a pagare il prezzo di tutto. Maledetta così da un doppio trauma che mai potrà permetterle di ritornare chi era, M. si immerge ed affoga nel proprio dolore, bestialmente, fino ad operare una rinascita, fino a diventare qualcun’altra – un essere nuovo, oscuro, ansioso di conoscersi. Con le voci promiscue del paese e dei suoi genitori che si affollano dietro alla sua porta chiusa, lei affronta la muta con faticosa determinazione, fino alla consapevolezza estatica di quella sua nuova, potente sé. Fra ambienti tecno-elettronici e sonorità folkloristiche, ispirazioni bibliche e rivisitazione del mitologico, Capelli vuole ribaltare la condizione di vittima riservata alle donne dalla cultura patriarcale. È un racconto polifonico, politico, arrabbiato e spaventoso, femminile e femminista, ironico e crudele. Difficile, come la vita delle donne.Capelli è la storia di una Metamorfosi fisica e vocale, simbolica e ontologica, da vittima a carnefice, cruda, senza indulgenze, senza buonismi, senza pietà. Il risveglio di M. dal suo sonno (e quindi dal suo trauma) è metaforicamente ispirato a quello di Gregor Samsa ne Le metamorfosi di Kafka, ma la mostruosità che porta con sé non gli assomiglia: mentre Gregor si aliena in un costrutto sociale che rifiuta e perde la sua identità, M. la ritrova, in una paradossale, feroce rinascita che respinge ogni accusa e la mostra per quello che è – un essere violato e senza colpa, ferito, trasfigurato, ma pieno di rabbia e desideroso di vendetta. Nell’abbracciare tutto questo dolore, M. prende le fattezze del suo archetipo più antico e quanto mai attuale: Medusa la Gorgone, figura mitologica che prima di tutte ha incarnato il tema del victim blaming nella cultura occidentale.Nella dimensione liminale del risveglio tutto si mescola, il dentro con il fuori, il vero con il falso, il prima con il dopo, e i piani espressivi si sovrappongono confusamente: costruita in questo senso, la drammaturgia risultante è sperimentale e fonde narrazione, innesti di testi poetici (tratti dal Cantico dei Cantici), performance, canto a cappella e prosa contemporanea, in una polifonia che incorpora le voci di circa dieci personaggi.SENIGALLIA_TEATRO LA FENICE domenica 6 settembre 2026 ore 21Biglietto euro 5 in prevendita QUIINFO AMAT 071 2072439L’acquisto on line comporta un aggravio del costo in favore del gestore del servizio e non consente di accedere alle categorie di riduzione.