Su questa cosa della nuova inchiesta sulla Galleria Vittorio Emanuele mettere in fila le cose è illuminante. Quasi non serve commentare. E allora, cominciamo. Nel 2011 Letizia Moratti, negli ultimi mesi da sindaco, decide di fare “un’operazione trasparenza”: mette a disposizione tutti gli elenchi di proprietà del Comune date in affitto e relativi canoni. Si scopre di tutto – grazie alla consigliera Barbara Ciabò – anche sulla Galleria. Ci sono inquilini che hanno contratti equocanone dagli anni Settanta: prezzi stracciati. Dalla Galleria nel 2011 il Comune ricava 11 milioni e mezzo. Poi la Moratti perde contro Pisapia, e la compianta assessora Benelli inizia a mandare le lettere di disdetta. Gli ultimi sei che resistevano vengono mandati via a ridosso dell’Expo.Poi arriva Beppe Sala, dopo Pisapia. Assessore al Bilancio è Roberto Tasca, oggi presidente di A2A. Nel 2016 il gettito è arrivato a 28 milioni. Tasca si fa cinque anni nel Palazzo della Ragioneria. Quando lascia al suo delfino Emmanuel Conte, nel 2021, i canoni sono lievitati a 53 milioni. La Galleria rende molto, anche grazie alle aste al rialzo. Dal 2021 ad oggi l’assessore Conte porta il gettito a 83 milioni e mezzo. Record: 10 volte di più che nel 2007.Intanto, con affaccio su Piazza della Scala, c’è un hotel che ha un contratto con il Comune. Questo hotel passa molte vicissitudini. C’è Alessandro Rosso, che si inventa l’hotel 7 stelle. Entra in crisi, e cede tutto allo svedese Vik. Il quale però è in contenzioso con il Comune per vari motivi (ristrutturazione, rate, eccetera). Vik ha un contratto con Massimiliano Lisa, che ha uno spazio dedicato a Leonardo (peraltro molto bello). Per il Comune è vietato: non si possono fare subaffitti. Inizia la lite tra Massimiliano Lisa e il Comune. Una lite di carte bollate.Intanto sulla scena dell’urbanistica milanese compare Tiziana Siciliano. Sostituta procuratrice di grande levatura, coordina tutte le inchieste. A fine anno va in pensione, e annuncia che si prenderà un periodo per sciare e riposare. Finito lo sci e il riposo, una manciata di giorni fa, annuncia di volersi candidare in lista con Massimiliano Lisa, che già le ha promesso il posto da vicesindaco. Passa una settimana e oggi si apprende che – mentre era sostituta procuratrice – Lisa aveva presentato un esposto, da cui era stata originata un’inchiesta, di cui si viene a sapere oggi perché la Procura ha acquisito dei documenti. Quindi, ricapitolando: l’ex sostituta procuratrice visiona il tutto e affida l’inchiesta a una pm, poi va in pensione, e infine si candida con quello che aveva presentato l’esposto da cui era stata originata l’inchiesta. Ma c’è di più: l’inchiesta è un “modello 21”. Cioè, c’è un’ipotesi di reato e soprattutto ci sono degli indagati. I quali, evidentemente, non lo sanno ancora. Però i giornali sanno già tutto.Dovrei fare un commento a tutto questo ma semplicemente non mi viene niente da aggiungere, vostro onore.L'articolo Dopo l’indagine sulla Galleria a Milano non c’è più niente da dire proviene da Nicolaporro.it.