Mer, 3 Giu 2026L’imprenditore spagnolo è nuovamente candidato per la presidenza dei Blancos, ma questa volta avrà un avversario che risponde al nome di Enrique Riquelme.DiRedazioneCondividi l'articoloFlorentino Perez (Foto: Denis Doyle/Getty Images)In attesa di conoscere i piani per la prossima stagione, in casa Real Madrid si attendono con crescente attenzione le elezioni presidenziali che si svolgeranno il prossimo 7 giugno. Elezioni che vedono contrapposti come candidati Florentino Perez, che cerca la conferma, e il giovane sfidante Enrique Riquelme.Fra i piani di Florentino, in caso di rielezione, ci sarebbe il ritorno di José Mourinho in panchina, ma anche delle importanti novità a livello societario. Infatti, nell’ultimo periodo, il presidente uscente dei Blancos ha sviluppato un piano per attirare capitali esterni ai soci del club con la costituzione di una newco controllata dal Real Madrid alla quale trasferire il “business calcistico” dei Blancos. L’idea sarebbe cedere una quota della nuova società, con una valutazione complessiva superiore ai 10 miliardi di euro.Intervistato dal quotidiano britannico Financial Times, Perez ha ribadito come avere una quota del Real non equivale all’acquisto di un’attività tradizionale capace di generare un ritorno finanziario concreto. «Sarebbe come una sponsorizzazione, mettiamola così. In altre parole, ci sono persone che si associano al Real Madrid senza aspettarsi nulla», ha sottolineato il candidato a numero uno dei Blancos.Ma proprio questo piano di Perez è al centro della campagna elettorale del suo avversario Riquelme, con quest’ultimo che ha accusato il rivale di voler «privatizzare» il Real Madrid, di fatto sottraendolo ai suoi soci, che sono circa 100mila e saranno chiamati alle elezioni il prossimo 7 giugno, quando uscirà il nome del presidente del Real per i prossimi quattro anni.Lo scorso novembre Perez ha annunciato di voler vendere il 5% del club – previa approvazione tramite referendum fra i soci – attraverso una nuova società controllata creata esclusivamente per questo scopo. Tuttavia, nonostante le sue ripetute assicurazioni sul fatto che i soci continueranno a mantenere il controllo confermando come gli investitori non avranno «alcun coinvolgimento» nella gestione del club, le critiche sono arrivate da più parti.«Perché dovremmo privatizzare qualcosa che già ci appartiene?», ha ribadito in piena campagna elettorale il candidato Riquelme. Dall’altra parte Perez ha sempre ribadito come l’eventuale ingresso di capitale esterno, sostiene, è semplicemente un mezzo per attribuire una valutazione ufficiale al club. «Voglio che gli asset appartengano realmente ai soci – ha sottolineato Perez –. Voglio distribuirli tra loro e continuerò a lottare finché non ci riuscirò».Perez si presenta ai soci elettori del Real ribadendo di aver esordito come presidente nel 2000 in un club schiacciato dai debiti trasformandola in una potenza finanziaria capace di avere ricavi ben oltre il miliardo di euro. Non nascondendo anche di aver ricorso a propri capitali, derivanti dalla società di costruzioni ACS di cui ha una quota del valore di circa 5 miliardi di euro, per fornire una garanzia alle banche da 147 milioni.«Il club è passato dal non valere quasi nulla a valere 10 miliardi di euro – ha sottolineato Perez –. Ve lo dico: tra qualche anno ne varrà 20. Voglio che questo appartenga alla storia del club, ai soci del Real Madrid, non che qualcuno arrivi e provi a prenderselo per sé. La gente pensa che questo signore (Riquelme, ndr) venga non tanto per aiutare il Real Madrid, quanto per far sì che sia il Real ad aiutare le sue aziende».Una ricostruzione che viene respinta al mittente dall’entourage di Riquelme, che ha ribadito come l’imprenditore spagnola ha messo da parte un patrimonio «sufficiente» per potersi dedicare al Real. Inoltre, «la sua decisione di candidarsi alla presidenza è motivata esclusivamente dall’impegno a salvaguardare i valori del club e a garantire che continui a essere di proprietà dei suoi soci», fanno sapere sempre da ambienti vicini al candidato alla presidente dei Blancos.Uno dei punti su cui si basa la campagna elettorale di Perez è la ristrutturazione da 1,2 miliardi di euro del Santiago Bernabeu. Il progetto, sostenuto dalla società d’investimento statunitense Sixth Street, si era ripromesso di trasformare il Bernabeu in una struttura polifunzionale capace di generare entrate attraverso grandi concerti musicali. «Chiunque venga allo stadio ne esce stupito. Anche il Papa dirà la stessa cosa. L’unica eccezione è Riquelme, che dice che è spazzatura», ha voluto concludere Perez.Developed by 3x1010