AGI - Un casco blu serbo è stato ucciso da un colpo di mortaio che ha colpito la sua posizione vicino a Marjayoun, nel Libano sudorientale. Secondo quanto riferisce la missione Unifil nella regione, l'incidente è avvenuto ieri sera e il militare è stato portato in gravi condizioni in elicottero a Beirut dove è spirato questa mattina. Due altri caschi blu rimasti feriti stanno ricevendo cure in un centro medico presso la base della Unifil."A seguito dei negoziati guidati dagli Stati Uniti, Israele e Libano hanno concordato l'attuazione di un cessate il fuoco". Lo ha annunciato la scorsa notte un comunicato del Dipartimento di Stato Usa. "La tregua è subordinata alla completa cessazione degli attacchi di Hezbollah e all'evacuazione di tutti i suoi membri dal settore del Litani meridionale". Tempo qualche ora e questa mattina la stampa libanese ha riferito di attacchi israeliani condotti nel sud del Paese. L'agenzia di stampa statale Nna, in particolare, ha parlato di raid con droni lungo le strade in diverse località del Libano meridionale: almeno uno di questi ha causato vittime.Che cosa prevedeva la tregua condizionataMa che cosa avrebbe previsto il cessate il fuoco condizionato? "Le due parti hanno concordato, con la guida degli Stati Uniti, di procedere rapidamente alla creazione di zone pilota in cui le Forze Armate libanesi assumeranno il controllo esclusivo del territorio, escludendo qualsiasi attore non statale. Questi passi consentiranno di compiere progressi verso un accordo globale di pace e sicurezza. Tutti i paesi hanno ribadito che il futuro delle relazioni tra Israele e Libano deve essere deciso dai due governi sovrani. Hanno respinto qualsiasi tentativo, da parte di qualsiasi attore statale o non statale, di tenere in ostaggio il futuro del Libano".Le richieste di Israele"Israele ha ribadito che la sua sicurezza e il rispetto della sua integrità territoriale possono essere garantiti solo attraverso il disarmo di Hezbollah e lo smantellamento delle sue infrastrutture in tutto il Libano", spiegava la nota diffusa dal Dipartimento di Stato.La posizione del Libano"Il Libano ha ribadito la necessità del reciproco rispetto dei confini internazionalmente riconosciuti, l'urgente necessità di una piena attuazione della cessazione delle ostilità, sottolineando i principi di integrità territoriale e di piena sovranità statale", si leggeva ancora nella nota.Prossimi colloqui"Il Libano si è impegnato a rafforzare le capacità delle Forze Armate libanesi, con il sostegno degli Stati Uniti, per esercitare un controllo effettivo su tutto il territorio nazionale. Le due parti hanno concordato di riprendere i colloqui sui temi politico e di sicurezza nella settimana del 22 giugno, al fine di raggiungere un accordo globale. Gli Stati Uniti si sono impegnati a continuare a facilitare la comunicazione tra le parti nel frattempo".Ripresa dei negoziatiLe due parti hanno concordato di riprendere i colloqui sui temi politico e di sicurezza nella settimana del 22 giugno, al fine di raggiungere un accordo globale. Gli Stati Uniti si sono impegnati a continuare a facilitare la comunicazione tra le parti nel frattempo".Ben Gvir, "la tregua un grave errore"Chi non era d'accordo con il cessate il fuoco è Itamar Ben Gvir che aveva parlato di "grave errore". "Hezbollah non ha lasciato l'area a sud del fiume Litani e l'esercito libanese non ha modo di imporne l'allontanamento", scrive il ministro della Sicurezza Nazionale su X "Lo Stato libanese è un partner di Hezbollah. Ci sono ministri nel suo governo che rappresentano Hezbollah e familiari di membri di Hezbollah prestano servizio nell'esercito libanese". Ben Gvir prevede che "in pratica, Hezbollah diventerà solo più forte e, invece di sconfiggerlo, Israele accetta la sua esistenza. Ci sono momenti in cui bisogna dire 'no', anche al presidente degli Stati Uniti, e quando non lo faremo, ci troveremo di fronte a Hezbollah la prossima volta, quando sarà più forte e più pericoloso", aveva concluso.