AGI - Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, lascia il Partito democratico. In un'intervista al Foglio spiega: "La casa dei riformisti non c'è più. Non si può essere ambigui con il fascismo putiniano e gli estremismi. È ora di lavorare a qualcosa di nuovo, per vincere le elezioni"."Il Pd — afferma ancora — ha subito uno snaturamento avvenuto per scivolamenti inesorabili. Il partito che abbiamo voluto al Lingotto non esiste più ed è necessario prenderne atto, ma le ragioni per cui è nato esistono ancora"."Se oggi esiste un luogo nel quale si misurano le credibilità, la forza e il futuro delle democrazie europee, quel luogo è Kyiv. Guardo con stupore — afferma in un altro passaggio — ai distinguo, ai silenzi che accompagnano il dibattito italiano sull'Ucraina".A quanto si apprende da fonti parlamentari europee Pina Picierno, che si è dimessa dal PD, è pronta ad aderire a Renew Europe e al Partito democratico europeo di Sandro Gozi.Il benvenuto di Gozi: "Picierno ha il coraggio di dire la verità""Pina Picierno ha avuto il merito di affermare una verità che molti vedono e pochi hanno il coraggio di dire. Non si può essere europeisti a giorni alterni, atlantisti a convenienza o riformisti solo a parole. Abbiamo il dovere costruire una grande forza europea di governo, che unisca riformisti, liberali, democratici ed ecologisti pragmatici, per rispondere in modo credibile alle sfide del nostro tempo".Lo afferma Sandro Gozi, eurodeputato di Renew Europe e segretario generale del Partito Democratico europeo."La vera divisione è tra chi vuole un'Europa potenza e chi insegue i populismi""La guerra in Ucraina, la minaccia delle autocrazie e la competizione globale non aspettano che la sinistra italiana risolva i suoi conflitti identitari: impongono scelte chiare. Oggi la vera divisione non è tra destra e sinistra, ma tra chi vuole un'Europa davvero potenza, capace di decidere e di agire, e chi continua a inseguire populismi, ambiguità e vecchi riflessi ideologici. Perché l'alternativa è semplice: o l'Europa diventa protagonista del proprio destino, oppure saranno altri a decidere per noi".