Strage Altavilla Milicia, pm chiedono l’ergastolo per la “coppia diabolica”: 30 anni per il padre

Wait 5 sec.

Due ergastoli e una condanna a 30 anni di reclusione. Sono queste le richieste avanzate dal pubblico ministero Manfredi Lanza al termine della lunga requisitoria nel processo per la strage di Altavilla Milicia, il triplice omicidio che nel febbraio del 2024 sconvolse la Sicilia e l’intero Paese. In aula, davanti alla Corte d’Assise di Termini Imerese, il magistrato ha ricostruito per oltre tre ore uno degli episodi di cronaca nera più drammatici degli ultimi anni: la morte di Antonella Salamone e dei suoi due figli, Kevin Barreca, 17 anni, ed Emanuel, appena 5 anni, torturati e uccisi all’interno della loro abitazione durante presunti riti di liberazione dal demonio.Accanto al pm Lanza era presente anche il procuratore capo Angelo Cavallo. La procura ha chiesto il massimo della pena, l’ergastolo, per Sabrina Fina e Massimo Carandente, la coppia di Sferracavallo ritenuta al centro della spirale fanatica culminata nella strage. Secondo l’accusa, i due avrebbero avuto un ruolo determinante nell’organizzazione dei presunti rituali esoterici e nelle violenze inflitte alle vittime, in un contesto definito dagli inquirenti di totale follia mistica e manipolazione psicologica.Per Giovanni Barreca, muratore e padre dei due ragazzi, oltre che marito di Antonella Salamone, la procura ha invece chiesto una condanna a 30 anni di carcere. Una pena ridotta rispetto all’ergastolo in virtù del riconoscimento della semi infermità mentale. Gli accertamenti psichiatrici disposti nel corso del procedimento avrebbero infatti evidenziato una compromissione della capacità di intendere e di volere dell’uomo, pur senza escluderne la responsabilità penale.Cosa accadde nella “villetta degli orrori”La vicenda emerse nel febbraio 2024 quando i carabinieri entrarono nella villetta di Altavilla Milicia trovandosi davanti a una scena agghiacciante. Antonella Salamone venne ritrovata senza vita, mentre i corpi dei due figli presentavano segni evidenti di torture e sevizie. Gli investigatori parlarono fin da subito di violenze prolungate consumate durante deliranti pratiche religiose e sedute di “esorcismo” che gli imputati ritenevano necessarie per liberare la famiglia dalla presenza del demonio.Nel corso delle indagini sono emersi dettagli inquietanti sulle ore precedenti ai delitti, tra preghiere ossessive, digiuni forzati, punizioni fisiche e continue vessazioni. Elementi che, secondo l’accusa, dimostrerebbero la piena consapevolezza e la ferocia degli imputati. Il processo proseguirà adesso con le arringhe difensive prima della sentenza della Corte d’Assise.Questo articolo Strage Altavilla Milicia, pm chiedono l’ergastolo per la “coppia diabolica”: 30 anni per il padre proviene da LaPresse