Le posizioni espresse da Ilaria Salis e Roberto Saviano in occasione del 2 giugno rappresentano un'offesa intollerabile all'identità nazionale e a chi serve lo Stato.Salis, chiedendo l'abolizione della parata militare, dimostra una miopia ideologica che disprezza il valore simbolico di chi difende la Repubblica con "disciplina, onore e spirito di sacrificio". Come sottolineato dalla premier Meloni, tali affermazioni sono "vergognose e indegne", specialmente se pronunciate da chi siede nelle istituzioni. La sua proposta di "restituire carattere civile" alla festa ignora che la parata celebra proprio il patto solenne tra Forze Armate e cittadini.Saviano, dal canto suo, ha raggiunto vette di arroganza culturale invocando il "pernacchio" contro gli incursori del Comsubin. La sua accusa di fascismo per il grido "Decima!" è frutto di un'ignoranza storica crassa: quel motto appartiene alla tradizione della Regia Marina fedele al Re, non a Salò. Deridere reparti d'élite apprezzati in tutto il mondo per il loro eroismo è un atto di sciacallaggio mediatico volto solo a cercare visibilità.Entrambi strumentalizzano la festa della Repubblica per alimentare fratture, offendendo la memoria di chi ha costruito la democrazia e chi, ogni giorno, rischia la vita in divisa per la nostra sicurezza. Un atteggiamento che li pone, inevitabilmente, dal lato degli avversari di un'Italia adulta e consapevole della propria storia.Care APCSM ma non ritenete militari anche gli incursori della Marina? Oppure sono quando si parla di alcuni ruoli di militari urlate "Giù le mani dai militari"?