Aerei, passeggeri e hub. Dove sta andando il trasporto aereo italiano

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Il futuro del trasporto aereo, tra crescita della domanda, investimenti infrastrutturali, connettività intercontinentale e sostenibilità, è stato al centro del convegno “Tra un’epoca e un’altra: verso quale trasporto aereo?”, organizzato da Enac con l’Università degli Studi di Bergamo per la presentazione della ventesima edizione del Fact Book ITSM-ICCSAI 2026. Il rapporto fotografa un settore europeo tornato sopra i livelli pre-Covid e un mercato italiano in espansione più rapida della media continentale, ma anche un comparto chiamato a misurarsi con fragilità del cargo, ritardi infrastrutturali e tensioni geopolitiche.Crescita e investimentiNel 2025 il traffico passeggeri nei 28 Paesi europei analizzati dal Fact Book è cresciuto del 4% rispetto al 2024. L’Italia ha registrato un incremento del 5%, superando i 230 milioni di passeggeri, con otto aeroporti oltre la soglia dei 10 milioni annui e Roma Fiumicino sopra i 50 milioni.Per Edoardo Rixi, viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, il dato indica dove concentrare le risorse: “Io ritengo che bisogna investire dove si cresce”. Il presidente Enac Pierluigi Di Palma ha richiamato l’obiettivo del Piano nazionale degli aeroporti: passare “da 230 di oggi a 305 milioni di passeggeri entro il 2035”. Un traguardo possibile con “un sistema Paese più efficace e agile” e con investimenti considerati “una linfa vitale necessaria”.Aeroporti e territoriLa crescita italiana si è sviluppata attraverso un modello policentrico. Di Palma ha collegato questi risultati alla trasformazione degli aeroporti e alla centralità del passeggero: “La liberalizzazione dell’infrastruttura aerea porta a un elemento importante, la centralità del passeggero, la soddisfazione del cliente”. L’aeroporto, ha aggiunto, “non è più un luogo come è stato descritto da un altro tempo ma è un luogo urbano”.Stefano Paleari, del Centro ICCSAI-ITSM, ha insistito sul valore territoriale del settore: “Gli scorsi venti anni ci hanno regalato una nuova forma di mobilità di massa che ha ampliato le possibilità per tutti e cancellato l’isolamento di interi territori, non solo le isole”. Una crescita che, secondo Paleari, è stata “diffusa, democratica”.Connettività, cargo e lungo raggioIl Fact Book segnala un miglioramento dei collegamenti intercontinentali diretti dall’Italia, ma anche un divario ancora aperto rispetto ai maggiori mercati europei. Lo scenario resta condizionato da tensioni geopolitiche, costi energetici e possibili limitazioni sugli spazi aerei. Rixi ha collocato il settore in questo quadro: “Il sistema a livello mondiale cambia rapidamente” e “il tema del trasporto aereo è centrale, è sempre più centrale”. La posizione italiana, ha detto, è legata alla “centralità del Mediterraneo” e alla possibilità di costruire “una grande piattaforma logistica internazionale”.Più fragile appare il comparto merci. In Europa il traffico cargo è cresciuto nel 2025 del 3,6%, mentre l’Italia ha registrato un aumento più contenuto. Rixi ha indicato il dossier come prioritario: l’Italia deve “rendere più performante il nostro sistema passeggero, ma anche sul cargo, dove invece continuiamo ad avere dei problemi”. La questione riguarda la resilienza logistica del Paese.Sul fronte dei vettori, ITA Airways lega la propria strategia al medio e lungo raggio. Joerg Eberhart, amministratore delegato della compagnia, ha definito il Fact Book “una fotografia precisa” utile per “prendere decisioni” e “aggiustare la strategia”. Il baricentro resta Fiumicino: “Il nucleo della strategia di ITA Airways è l’hub di Fiumicino”. L’obiettivo è arrivare “nel 2030 già a 30 macchine di lungo raggio”.Sostenibilità e nuovo equilibrioIl rapporto conferma anche il peso delle compagnie low cost, particolarmente rilevante nel mercato italiano. Di Palma ha invitato a leggere il fenomeno dentro un cambiamento più ampio: “Non si può più chiamare l’operatore Ryanair low cost”, ha detto, parlando di “un nuovo modello in cui bisogna saper fare i conti”.Accanto alla competizione tra vettori resta il tema della sostenibilità, nel quadro europeo definito da Fit for 55 e ReFuelEU Aviation. Paleari ha richiamato la necessità di evitare approcci ideologici: “La crescita futura dovrà coniugare anche il tema della sostenibilità con un approccio fondato sui dati e non su narrative che, anche se ripetute, non corrispondono alla realtà”.La traiettoria emersa dal confronto tiene insieme domanda in crescita, investimenti, collegamenti intercontinentali e fragilità geopolitiche. Per il trasporto aereo italiano, la fase aperta dal Fact Book richiede capacità di programmazione e tempi più rapidi di realizzazione.