Una enorme folla di cittadini e attivisti della società civile albanese si è riunita ancora stasera, grazie agli appelli sui social, davanti alla sede del governo per protestare contro il progetto per la costruzione di un grande complesso turistico, su una delle spiagge vergini nel sud dell'Albania, nella zona di Zvernec, a circa 150 chilometri da Tirana. Dietro il progetto ci sarebbe Ivanka Trump, la figlia del presidente Usa e il marito Jared Kushner insieme ai fratelli Moutaz e Ramez Al-Khayyat, del Qatar, i quali gestiscono il conglomerate Power International Holding. I due hanno già speso circa 200 milioni di dollari per l'acquisto dei terreni i cui proprietari albanesi sono sott'inchiesta. L'intero investimento si aggirerebbe intorno ai 4 miliardi di dollari. Momenti di tensioni si sono registrati all'inizio della protesta con la polizia che ha tentato di bloccare la folla che si dirigeva verso la presidenza del consiglio. Ma dopo un breve utilizzo anche degli idranti, gli agenti si sono ritirati. I manifestanti contestano la costruzione del complesso in una zona che ritengono sia protetta e chiedono al governo di rinunciarvi. Ma il governo ha precisato che l'intera area rientra in una categoria che prevede anche costruzioni a scopo turistico. "Il progetto non è giunto alla fase finale, e c'è ancora da concludere lo studio sull'impatto ambientale, quindi non capisco a cosa dovremmo rinunciare", ha dichiarato Rama, il quale ha sostenuto che dietro la protesta ci sarebbero forze straniere "che sono contro gli interessi economici del Paese. Sui social, si sta svolgendo una guerra ibrida tesa a impedire che l'Albania faccia un vero e proprio salto di qualità nel settore del turismo". Alle richieste dei manifestanti per le sue dimissioni, Rama ha risposto secco: "Il mio contratto è con quei 800 mila cittadini che mi hanno votato per cambiare il Paese".