Monaco, i segreti della pista: 78 giri tra muretti e guard rail

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Il Mondiale di Formula 1 torna in Europa per restarci fino a settembre inoltrato. Lo fa con il GP Monaco che torna a disputarsi a giugno a distanza di 23 anni dall’ultima volta: nel 2003 però si gareggiò il primo del mese mentre questa è la prima volta che la gara nel Principato si disputerà dopo il 3 giugno, data che fu teatro dei GP del 1962, 1973 e 1984. Secondo gli ingegneri del gruppo Brembo che lavorano a stretto contatto con tutti i piloti di Formula 1, il Circuit de Monaco da 3.337 metri di lunghezza rientra nella categoria dei circuiti scarsamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 2 perché le monoposto attuali effettuano solo 9 staccate al giro per circa 16,3 secondi, pari al 23 per cento della gara: 2 frenate sono della categoria High, 3 sono Medium e 4 sono Light. Dalle simulazioni effettuate la curva più dura del Circuit de Monaco per l’impianto frenante della Formula 1 è la prima dopo il traguardo, nota con il nome di Sainte Devote: le monoposto passano da 276 km/h a 132 km/h in 1,67 secondi durante i quali percorrono 91 metri. Consistente ma non esagerato lo sforzo richiesto ai piloti in quel frangente: 4 g è la decelerazione massima a cui sono sottoposti e 114 kg il carico che devono esercitare sul pedale del freno. La potenza frenante è invece di 1.463 kW.