Migranti: ok del Cdm al decreto per il Patto Ue. Nuove regole per asilo, rimpatri e lavoro

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AGI -  Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti in materia di giustizia e per l'attuazione del Patto dell'Unione europea sulla migrazione e l'asilo. Il provvedimento, proposto dalla Premier Meloni e dai ministri Nordio, Piantedosi, Tajani e Foti, adegua l'ordinamento italiano alle direttive europee sull'accoglienza e ai regolamenti in materia di procedure comuni di protezione, rimpatri e sistema Eurodac.Il testo ridefinisce le fasi di manifestazione della volontà, registrazione e formalizzazione della domanda di protezione internazionale. Tra le novità principali spicca l'intervento sull'accesso al lavoro per i richiedenti asilo, innalzando a 90 giorni il periodo di preclusione dell'attività lavorativa.Nuove regole per asilo alla frontiera, trattenimenti e rischio fugaIl decreto interviene sul diritto di restare nel territorio dello Stato e sulle procedure di asilo alla frontiera. Viene introdotta una stretta sui controlli attraverso l'obbligo di risiedere in un luogo specifico disposto dal prefetto, misure alternative al trattenimento e una nuova valutazione del rischio di fuga.Il testo disciplina le procedure accelerate, i respingimenti e il trasferimento dei richiedenti. Per gli stranieri rintracciati durante gli attraversamenti irregolari o a seguito di salvataggi in mare, si prevede il trasferimento in appositi punti di crisi per effettuare controlli sanitari, di vulnerabilità, di sicurezza e il rilievo fotodattiloscopico. Viene inoltre istituito il fermo amministrativo per accertamenti, con convalida del giudice di pace e garanzie per i minori.Potenziamento di Eurodac, delle Commissioni e dei tribunaliSul fronte tecnologico e dell'identificazione, il provvedimento adegua il sistema Eurodac con l'interconnessione automatizzata di impronte e immagini facciali, fissando il punto di accesso nazionale presso il Dipartimento della pubblica sicurezza.Infine, per gestire l'impatto del nuovo quadro europeo, il Governo ha stanziato risorse per il comparto giudiziario. Si prevede il potenziamento delle Commissioni territoriali e l'ampliamento delle sezioni tribunali specializzate in immigrazione, con l'istituzione di sezioni stralcio e misure transitorie per garantire l'immediata operatività della riforma.