La parola chiave è Smr: è un acronimo che sta per small modular reactor. I reattori nucleari modulari sono di nuova generazione hanno una potenza e dimensioni ridotte rispetto a quelli delle centrali e sono in grado di produrre fino a 300 Megawatt di energia. È il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin a spiegare oggi come funzionerà la nuova legge sull’atomo italiana che la Camera ha approvato. E l’esponente di Forza Italia dice anche di non temere un referendum, nonostante i precedenti del 1986 e del 2011: «Massimo rispetto per le scelte dei cittadini. Saremo in grado di spiegare che non c’è nulla da temere».La nuova legge sul nucleare«Non si fa quello che è popolare, ma ciò che è giusto per il Paese. Oggi non siamo autonomi in fatto di energia: prendiamo il 15-20% dall’estero e prevalentemente dal nucleare francese. E i tempi che stiamo vivendo insegnano che bisogna guardare al futuro prima che ci travolga. Per poter produrre nella metà del prossimo decennio bisogna approntare gli strumenti oggi», spiega Pichetto Fratin al Corriere della Sera. Il ministro si impegna anche a presentare i decreti attuativi entro Natale, «in modo da completare il quadro giuridico e consentire a chi sarà al governo di fare le scelte necessarie entro la fine del decennio». Si tratta di moduli a zero emissioni e di piccola taglia. «Un reattore da 300 MegaWatt è grande quanto tre o quattro campi da calcio (lo standard misura 105 metri per 68, ndr). Per avere la stessa quantità di energia bisogna attivare impianti fotovoltaici per un’estensione pari a 3 mila campi da calcio».Le scorie nucleariPoi il quotidiano ricorda che l’Italia deve ancora dotarsi di un deposito per le scorie delle centrali nucleari della prima stagione dell’atomo all’italiana, quella terminata con il referendum del 1986. IL ministro replica che le scorie «sono in Francia a vetrificare e possono restarci fino al 2040». quando rientreranno occuperanno lo spazio di «uno stanzone di 100 metri quadri. Ma domani saranno combustibile per i nuovi reattori ». I rifiuti, dice Pichetto, «oggi li accogliamo in un centinaio di capannoni. E anche se sono a bassa radioattività vanno sorvegliati». Quindi, il referendum che rischia di fermare tutto. Ma non secondo Pichetto: «No. Massimo rispetto per le scelte dei cittadini. Saremo in grado di spiegare che non c’è nulla da temere».I fini militariAvs ha fatto notare che nella delega al governo non si esclude l’uso del nucleare a fini militari: «Abbiamo escluso categoricamente la “diversione” di materiale, impianti e tecnologie per produrre armi nucleari. Poi ci sono ricerche che possono essere collegate alla difesa, ma non in un’ottica offensiva».L'articolo Il ministro, il nucleare e il referendum prossimo venturo: «Spiegheremo che non c’è da avere paura» proviene da Open.