Brasile, Lula apre all’imputabilità a 16 anni: la svolta a 9 giorni dal ballottaggio con Flávio Bolsonaro

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BRASÍLIA — Per decenni il Partito dei Lavoratori ha votato contro ogni proposta di abbassare l’età dell’imputabilità penale. Giovedì sera, davanti alle telecamere del Jornal Nacional, il telegiornale più seguito del Brasile, il suo fondatore e presidente della Repubblica Luiz Inácio Lula da Silva, 80 anni, ha detto di essere favorevole a portarla da 18 a 16 anni per i crimini «hediondos», gli efferati. Mancano nove giorni al ballottaggio del 25 ottobre contro Flávio Bolsonaro, e i sondaggi danno un pareggio.«Sono favorevole a ridurre a 16 anni, ma non a discuterne in questa Pec», ha detto Lula. La Pec è la proposta di emendamento costituzionale sulla sicurezza, l’equivalente di una riforma costituzionale, che il governo ha presentato per rafforzare i poteri federali contro la criminalità. L’apertura arriva mentre il Datafolha di giovedì dà il senatore Bolsonaro al 47% e Lula al 45%. Sui voti validi è 51 a 49, dentro il margine d’errore: una settimana prima il distacco era di quattro punti.Il voto sulla riforma, previsto giovedì in Senato, è saltato proprio per la lite sull’età, riferisce Reuters. L’opposizione voleva inserire il taglio nel testo del governo: 16 anni in generale, 14 per i reati violenti, la linea che Flávio Bolsonaro sostiene da tempo. Il capogruppo del Partito dei Lavoratori al Senato, Camilo Santana, uomo della campagna di Lula, ha depositato con 27 senatori un emendamento che limita la riduzione ai soli crimini efferati. Il testo rivale porta la firma di Rogério Marinho, coordinatore della campagna di Bolsonaro, con più di 30 colleghi.Per passare, un emendamento costituzionale ha bisogno di 49 voti su 81 in due letture, e ogni modifica di sostanza rimanda il testo alla Camera. Flávio Bolsonaro, 45 anni, senatore di Rio de Janeiro e primogenito dell’ex presidente Jair, non ha replicato in pubblico all’apertura di Lula.La settimana delle 40 oreL’apertura sull’imputabilità chiude una settimana di annunci. Mercoledì il Senato ha approvato l’emendamento costituzionale che riduce la settimana lavorativa massima da 44 a 40 ore a parità di salario, una delle priorità di Lula. «È un giorno per celebrare una conquista storica per milioni di lavoratori», ha detto il presidente. «Chi lavora così duramente per costruire il Brasile merita anche il tempo per vivere».Nei giorni precedenti il governo ha vietato le scommesse sportive, e giovedì Lula ha annunciato una proposta di emendamento costituzionale per il trasporto pubblico gratuito nei fine settimana, mentre tornava ai comizi di piazza. Al primo turno del 4 ottobre il figlio dell’ex presidente aveva chiuso in testa con il 47,03% contro il 45,16%. Secondo gli analisti sentiti da Al Jazeera, Bolsonaro non ha però ereditato nella misura attesa i voti dei candidati conservatori eliminati, pur avendo incassato l’appoggio dei partiti di destra e di centrodestra.Tutte le rilevazioni raccontano la stessa rimonta. Il Quaest di giovedì, il primo dopo il primo turno, dà Bolsonaro al 46% e Lula al 44%. Il PoderData di inizio settimana ha visto lo scarto sui voti validi scendere da sei a due punti. Il Datafolha, condotto su 2.520 elettori, registra inoltre un 6% di schede bianche e un 2% di indecisi, in quello che Bloomberg definisce un «pareggio tecnico».La sicurezza pubblica è il terreno su cui la destra brasiliana ha costruito la candidatura Bolsonaro, e Lula ha scelto di andarci a nove giorni dal voto, a costo di rovesciare una posizione storica del suo partito. Sullo sfondo restano i dazi aggiuntivi del 25% imposti da Washington su gran parte dei beni brasiliani e l’appoggio dichiarato di Donald Trump al figlio dell’ex presidente. Le urne apriranno domenica 25 ottobre alle 8 e chiuderanno alle 17 ora di Brasília (le 21 in Italia); il conteggio del Tribunale superiore elettorale comincerà subito dopo.