Incatenati due volte: la beffa dietro il Patto di stabilità | Con Carlo Iannello e Giorgio Bianchi

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Più di tre decenni dopo la caduta del Muro di Berlino, l’Italia è davvero un Paese più libero? Ne abbiamo parlato in diretta insieme a Giorgio Bianchi e Carlo Iannello. Per entrambi gli ospiti la risposta è no. Il Paese non si è liberato del vincolo esterno, ma lo ha raddoppiato: alla sudditanza atlantista si sono aggiunte le regole economiche europee.Dalla Prima Repubblica all’orbita americanaSecondo Bianchi, durante la Prima Repubblica l’Italia era un Paese stretto tra due sfere d’influenza, quella americana e quella sovietica. Lo stesso sistema politico nasceva dal compromesso tra i due blocchi. Con l’arretramento dell’influenza sovietica, il Paese sarebbe stato progressivamente inglobato nell’orbita statunitense.Un esempio di questa trasformazione sarebbe il Mattarellum. Per Bianchi fu pensato per costruire una finta alternanza tra due schieramenti che, a suo giudizio, sono entrambi atlantisti e liberisti.Il vincolo esterno raddoppiatoIannello condivide questa lettura e la precisa. Dopo il 1989 l’Italia non avrebbe superato il ‘vincolo esterno’, che nella Prima Repubblica si esprimeva con la convenzione ad excludendum nei confronti del Partito Comunista. Lo avrebbe invece raddoppiato. Al vincolo atlantista, divenuto più penetrante, si è sommato quello economico del patto di stabilità.La discussione si è poi spostata sulle istituzioni di garanzia, come la Corte Costituzionale e la Presidenza della Repubblica. Questi organi perdono autorevolezza perché i loro membri sono scelti da una sola parte politica e non da un consenso più ampio e condiviso.The post Incatenati due volte: la beffa dietro il Patto di stabilità | Con Carlo Iannello e Giorgio Bianchi appeared first on Radio Radio.