“Vai a raccogliere le fragole”. Volano stracci nel Pd

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Non c’è pace sui territori per il Partito Democratico, dilaniato da lotte intestine combattute con i sorrisi sul volto a mascherare le divisioni. Un buon esempio arriva da Cosenza, dove la Federazione Provinciale del Partito Democratico, una locale notoriamente ostaggio delle correnti, rispecchia e amplifica oltremodo la frammentazione nazionale di un contenitore abitato da diversi indirizzi ideologici e altrettanti gruppi di potere.Dal palco della Festa dell’Unità di Castrovillari dello scorso weekend, però, il buon viso a cattivo gioco delle marcature di territorio non ha retto all’impeto di trasparenza del neo coordinatore regionale dei giovani democratici calabresi, Francesco Mendicino, che ha reso pubblico un messaggio con cui un esponente di spicco del partito provinciale avrebbe cercato di condizionarlo qualche giorno prima dell’evento: «Non sbandare, punto. Questa volta ti è andata bene, la prossima volta vai a raccogliere le fragole». Un episodio di pura prepotenza politica denunciato pubblicamente e confermato da Mendicino quando, contattato telefonicamente, ha ribadito la reale esistenza del messaggio senza però svelare l’identità del mittente.Il segretario dei GD ha messo sotto accusa i metodi di gestione del Pd a Cosenza e in Calabria che, attraverso le logiche di controllo e i tentativi di condizionamento — a detta sua (e noi gli crediamo senz’altro) — hanno causato il tracollo politico del centrosinistra sul territorio.Auspicano un reale cambio generazionale, i giovani dem. E come dargli torto, davanti alle scelleratezze di quel piacente e sorridentissimo contenitore in cui un dinosauro di partito che si sente il padrone del mondo telefona al vertice della giovanile per intimargli di rientrare nei ranghi. La paternità della frase sarà pure di un solo dirigente, ma davvero credete che non si tratti di un atteggiamento diffuso? C’è un intero gruppo di potere nel PD che evidentemente ostacola ogni tentativo di rinnovamento (lo si nota passando in rassegna i nomi e i cognomi dell’elenco delle cariche territoriali, sempre identici), pretendendo di condizionare persino le scelte della giovanile, nel solco della peggior tradizione dei partiti di centrosinistra che da sempre hanno considerato i giovani come strumenti da utilizzare e manovrare, per poi “mandarli a raccogliere fragole” quando non più utili.Gli stracci nel Pd calabrese sono l’esempio plastico del contesto marcio che le nuove leve devono vivere: da quando un dirigente può impartire ordini ad un omologo della giovanile? Con quale convinzione può pensare di dare ordini ad organismi autonomi nei quali si costruisce (nel caso dei GD è comunque corretto utilizzare il “forse”) proposta? Alla faccia della passione che muove tanti ragazzi, dell’impegno, del tempo e delle energie che profondono; alla faccia della loro autonomia, della loro libertà di esprimersi senza chiedere il permesso. La militanza è sì spirito di servizio, ma soprattutto coraggio ed idee che diventano azioni. A prescindere dalle opposte visioni politiche, nessun dirigente di partito può permettersi di mortificare e svilire quelle passioni e quella dignità dei giovani che scelgono di mettersi in gioco.Il “fragola gate”, comunque, è soltanto l’ennesima evidenza di un elitismo di classe che anima il Partito Democratico da molto tempo. Evidentemente in quel contesto è comunemente accettato che “raccogliere le fragole” sia un mestiere da svilire, da utilizzare come offesa. È pura scuola di partito; nello specifico, della corrente Bonaccini, presidente del PD ed eurodeputato. Ve lo ricordate quando, ad Omnibus, su La7, come grande argomentazione per contestare la cosiddetta “remigrazione” e alimentare la retorica giustificazionista della smodata passione sinistra per l’immigrazione, ha provato a corteggiarci con la balla della raccolta dei pomodori? (Che poi altro non è che la semplificazione edulcorata per riferirsi a qualunque mansione nei campi o a tutti quei lavori che i radical reputano — evidentemente — umilianti). «E senza gli immigrati chi raccoglie i pomodori, chi fa i lavori che gli italiani non vogliono più fare?» — il mantra. «Manderei Vannacci a raccogliere la verdura nei campi, a fare il badantato presso le famiglie italiane, a pulire le stanze degli alberghi e le cucine dei ristoranti», disse in quell’occasione Stefano Bonaccini. E certo, chi mai dovrebbe raccoglierli ’sti benedetti pomodori — o fragole, che dir si voglia — se non la manodopera a basso costo importata dall’Africa come un esercito industriale di riserva? Un elogio dello schiavismo.Leggi anche: Bonaccini, ma che figura di m***;Bonaccini, quando la sinistra schifa il popoloHanno una sola speranza, i giovani del Pd: che la loro tenacia conduca il Nazareno a scelte diverse tanto sulle nomine territoriali, quanto nell’elenco dei candidati. Certo che i partiti (tutti) hanno necessità di energie giovani e fresche che li riportino alla loro naturale funzione di luoghi di dibattito e crescita per tracciare orizzonti nuovi e prospettive moderne; ma tener lontani i logori dirigenti cooptati dalle oligarchie romane sempre più orientate alla tutela di interessi particolari, significa anche crescere nell’autonomia concreta della proposta: abbandonare, giocoforza, le posizioni stantie dettate da figure autoreferenziali che — come nel caso di Bonaccini sui pomodori e l’immigrazione, o del dirigente cosentino e le fragole — finiscono addirittura per legittimare un diktat ideologico capace di cristallizzare un luogo comune da utilizzare come offesa. Ironicamente, ma fino a un certo punto.Francesco Catera, 16 ottobre 2026L'articolo “Vai a raccogliere le fragole”. Volano stracci nel Pd proviene da Nicolaporro.it.