Civitavecchia: Tidei (Iv), 23 milioni a rischio per cold ironing, Latrofa spieghi cosa sta facendo

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“La vicenda dei 23 milioni di euro destinati all’elettrificazione delle banchine del porto di Civitavecchia, che rischiano di essere sottratti all’Autorità portuale, è gravissima. Parliamo di finanziamenti ottenuti dalla precedente gestione, sui quali sono già state espletate gare e aggiudicati appalti. Non si tratta di progetti sulla carta, ma di investimenti sui quali imprese e lavoratori hanno fatto affidamento. Il rischio è dunque duplice: comprometterebbe un’infrastruttura strategica e danneggerebbe le aziende coinvolte nella realizzazione delle opere”. Lo dichiara Marietta Tidei, capogruppo di Italia Viva in Consiglio regionale del Lazio.Importanza dell’elettrificazione per Civitavecchia“L’elettrificazione delle banchine è fondamentale per Civitavecchia, primo porto crocieristico italiano, per ridurre le emissioni e rendere lo scalo più moderno e competitivo. Tuttavia, c’è un aspetto politico ancora più grave. Per mesi abbiamo ascoltato la propaganda sui vantaggi della filiera istituzionale dello stesso colore politico: Governo, Regione e Autorità portuale. E quali sarebbero i risultati? Invece di attrarre nuovi investimenti, Civitavecchia rischia di perdere persino quelli già conquistati”, spiega Tidei.Critiche alla gestione di Raffaele Latrofa“Avevo già espresso forti perplessità sulla nomina di Raffaele Latrofa, soprattutto per la sua limitata esperienza specifica nei settori della portualità, della logistica e dell’economia dei trasporti. Oggi quelle preoccupazioni si rafforzano. Al di là delle visite, delle pubbliche relazioni, dei baci, degli abbracci e delle fotografie, quali risultati concreti ha prodotto questa gestione? E soprattutto, perché di fronte al rischio di perdere 23 milioni di euro non abbiamo sentito una sua forte presa di posizione a difesa dello scalo? A questo si aggiunge la situazione della direzione tecnica dell’Autorità, dopo l’uscita del precedente responsabile. Latrofa chiarisca chi stia oggi assicurando questa funzione fondamentale e con quali responsabilità. Ho l’impressione – prosegue Tidei – che si continui a suonare il violino mentre il Titanic affonda. Si moltiplicano le passerelle, ma manca una strategia per il futuro del porto. Si rischia persino di disperdere il patrimonio di progetti, finanziamenti e opportunità costruito dalla precedente gestione”.Appello alla salvaguardia del porto di Civitavecchia“Tutto questo mentre Civitavecchia affronta già le pesanti conseguenze della transizione energetica e della dismissione del carbone a Torrevaldaliga Nord. Di questo passo, temo che l’unico primato che rischiamo di conquistare sia quello della disoccupazione. Chiedo al presidente Latrofa, al Governo e alla Regione di chiarire immediatamente la sorte dei 23 milioni, come intendano garantire la prosecuzione delle opere e tutelare le imprese coinvolte. Invito le istituzioni locali, le organizzazioni sindacali, le associazioni di categoria e i cittadini a prestare molta più attenzione a quanto sta accadendo dentro lo scalo. Civitavecchia non può permettersi di perdere il proprio futuro nel silenzio generale. Il porto ha bisogno di investimenti, sviluppo e lavoro. Non di un’altra stagione di annunci e fotografie”, conclude Marietta Tidei.