“Una simulazione di guerra nucleare si sta svolgendo in questo momento sopra le nostre teste” | Manlio Dinucci

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Da martedì 13 ottobre i cieli italiani ospitano Steadfast Noon, l’esercitazione nucleare annuale della NATO: diciassette Paesi coinvolti, aerei a doppia capacità in volo fino al 20 ottobre, nessuna arma reale a bordo. La conferma ufficiale è arrivata dalla responsabile della politica nucleare dell’Alleanza, Nassima Barrows, dopo che il deputato di Avs Angelo Bonelli aveva denunciato in un’interrogazione al ministro Crosetto la mancata informazione del Parlamento. Il segretario generale Mark Rutte parla di addestramento di routine, pianificato da tempo, non diretto contro alcun Paese. Per l’Italia è la settima volta dal 2010.Già il nome, per Manlio Dinucci, dice più di quanto sembri: “Viene tradotto ‘mezzogiorno risoluto’, ma non è esatto: vuol dire ‘fermi sul mezzogiorno’, perché gli scienziati atomici americani pubblicano da tanti anni l’orologio dell’Apocalisse con la mezzanotte nucleare. Nel ‘91 la lancetta segnava 17 minuti a mezzanotte. Oggi segna 85 secondi. Vuol dire che gli scienziati, non gli scrittori di fantascienza, ritengono prossima una catastrofe dovuta all’uso delle armi nucleari e dell’intelligenza artificiale per la guerra. Questo è un giudizio scientifico, non un videogioco”.Quello che il comunicato non diceLe rassicurazioni della NATO, del resto, convincono poco: “L’esercitazione non sarebbe collegata agli attuali avvenimenti mondiali e non sarebbe diretta contro alcun Paese. Pensate, si esercitano così, per divertirsi. Le notizie vere non ce le dà la NATO, che parla di 17 Paesi ma non li elenca, mentre l’anno scorso lo faceva. Si stringono le maglie del segreto”.Le informazioni più concrete arrivano infatti da un’altra fonte: “Una mappa dell’ENAV relativa alle restrizioni sui voli civili indica che sul Tirreno convergono aerei dalle basi di Ghedi, in Lombardia, Aviano, in Friuli Venezia Giulia, Amendola e Gioia del Colle, in Puglia, e Trapani, in Sicilia. A queste si aggiunge Pratica di Mare, nel Lazio. L’epicentro dell’esercitazione è il Tirreno centrale, tra la Sardegna e la costa laziale e campana. Partecipano, credo per la prima volta anche se non ne ho le prove, anche droni di vario tipo. In Sardegna viene usato il poligono di Salto di Quirra, che gli aerei d’attacco nucleare raggiungono volando a bassa quota”.Un dettaglio tutt’altro che casuale. A tirare le fila, del resto, è sempre lo stesso attore: “Il tutto si svolge sotto la direzione del Gruppo di pianificazione nucleare, guidato dal Gruppo di alto livello, che gli Stati Uniti presiedono. In pratica tutta questa esercitazione, come le altre attività nucleari della NATO, si svolge sotto la direzione degli Stati Uniti d’America. E così è sempre stato”.Il n.1 della NATO ed ex premier olandese Mark RutteUna bomba, quattro potenzeCiò che né la NATO né i grandi media raccontano lo mette nero su bianco il Centro per le armi nucleari dell’Aeronautica statunitense: Steadfast Noon serve soprattutto ad addestrare le forze all’uso della nuova B61-12. “È una testata nucleare con quattro opzioni di potenza, selezionabili a seconda dell’obiettivo da distruggere, fino a 50 chilotoni: il triplo della bomba di Hiroshima. Non viene sganciata in verticale come la precedente B61, ma a distanza dall’obiettivo, guidata da un sistema satellitare. In Italia è schierata ad Aviano, pronta a essere lanciata dagli F-16 statunitensi, e a Ghedi, pronta per i Tornado italiani. Ancor più idonei all’attacco nucleare sono gli F-35A, già operativi anche nell’Aeronautica italiana. Non è escluso che, oltre che in Italia, Germania, Belgio, Olanda e Turchia, queste bombe siano schierate anche in Polonia, le cui forze aeree partecipano anche quest’anno all’esercitazione, pur non avendo ufficialmente armi nucleari sul proprio territorio”.Il salto di qualità, però, riguarda la sua erede: “La B61-12 può penetrare nel sottosuolo ed esplodere in profondità per distruggere i bunker dei centri di comando, così da ‘decapitare’, come si dice in gergo, il Paese nemico con un first strike, un attacco nucleare di sorpresa. Per accrescere questa funzione è stata prodotta una variante specifica, la B61-13, con una potenza fino a 360 chilotoni, 24 volte Hiroshima. L’esercitazione comprende quasi sicuramente anche l’addestramento al suo uso. Ed ecco perché gli aerei diretti al poligono in Sardegna arrivano a bassa quota: è la tecnica per entrare in territorio nemico sotto i radar, con aerei stealth, seguendo a poche centinaia di metri, con un sistema automatico satellitare, il contorno del terreno”.La pistola in prestitoC’è poi una contraddizione che riguarda direttamente Roma. L’Italia ha firmato il Trattato di non proliferazione nucleare e la Farnesina lo definisce tuttora il cardine del regime globale per il disarmo. Basta leggerne l’articolo 2: “Ciascuno degli Stati militarmente non nucleari che sia parte del Trattato si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi, né il controllo su tali armi, direttamente o indirettamente. Come si spiega allora che a Ghedi e ad Aviano ci sono bombe nucleari statunitensi, sotto controllo statunitense, e che l’Aeronautica italiana viene addestrata al loro uso? Con una formula inventata alla NATO: la condivisione nucleare. È come se voi aveste il porto d’armi e una pistola in casa, e la deste a me che non sono autorizzato a tenerla. Mi insegnate a sparare e un giorno, sotto vostro ordine, io sparo contro qualcuno”.Sullo sfondo resta la questione più grave, quella di cui nessuno sembra più voler parlare: “Si parla di una guerra che, secondo tutti gli studi scientifici finora realizzati, provocherebbe la quasi totale o totale estinzione di ogni forma di vita dalla faccia della Terra. Negli anni Ottanta sono stato direttore esecutivo della sezione italiana dell’International Physicians for the Prevention of Nuclear War, presieduta da Daniel Bovet, Premio Nobel per la medicina nel 1957. Nel 1985 quell’organizzazione ricevette il Nobel per la Pace perché la conoscenza reale di cosa sia la guerra nucleare aumenta la pressione dell’opinione pubblica contro queste armi, che per la prima volta nella storia non avrebbero un vincitore. Tutti vinti, tutti sterminati”.Allora quella conoscenza circolava. Oggi molto meno: “C’era un’organizzazione, c’era più sensibilità: facevamo grandi riunioni nelle scuole, centinaia e centinaia di ragazzi a cui si raccontava e che si mobilitavano. Oggi le armi di distrazione di massa che ci martellano ogni giorno rendono l’opinione pubblica inconsapevole. Perfino nei movimenti per la pace, salvo poche lodevoli eccezioni, è un argomento quasi dimenticato, quasi una rimozione. Eppure le armi ipersoniche e le applicazioni dell’intelligenza artificiale alle armi nucleari cambiano tutto. Ho contatti con esperti, anche russi, che dicono di avere il dito sul grilletto nucleare. Questa è la realtà, non una frase a effetto”.Il silenzio, insomma, è parte del problema: “Una prova di guerra nucleare sulle nostre teste, per almeno una settimana, in un Paese che ha firmato il Trattato di non proliferazione. Qualcosa in Parlamento si è mosso, ma poco, pochissimo rispetto alla notizia. Dovrebbero esserci piazze piene di gente, come un tempo: io le ho vissute. Non sono scoraggiato, altrimenti non sarei qui. Ma c’è bisogno di unirsi, e questo deve diventare un tema importante, non una notizia di cronaca da dimenticare il giorno dopo”.The post “Una simulazione di guerra nucleare si sta svolgendo in questo momento sopra le nostre teste” | Manlio Dinucci appeared first on Radio Radio.