L’Autorità Palestinese ha deciso di rinviare a settembre 2027 le elezioni legislative inizialmente previste per il 28 novembre 2026 e quelle presidenziali che avrebbero dovuto svolgersi nei primi mesi del prossimo anno. La decisione ha suscitato la reazione dell’Unione Europea, che ha espresso «profondo rammarico» e ha chiesto che i palestinesi possano tornare quanto prima alle urne per eleggere i propri rappresentanti.In una dichiarazione diffusa il 14 ottobre dall’Alto Rappresentante a nome dell’Unione Europea, Bruxelles ha riconosciuto le difficoltà e le limitazioni con cui deve confrontarsi l’Autorità Palestinese, ribadendo tuttavia la necessità di rispettare gli impegni assunti dal presidente Mahmoud Abbas in materia di rinnovamento delle istituzioni.Secondo l’Unione Europea, lo svolgimento di elezioni democratiche e trasparenti nell’intero Territorio palestinese occupato è atteso da troppo tempo. La popolazione palestinese deve poter esercitare il proprio diritto di voto e scegliere liberamente i dirigenti e i rappresentanti delle istituzioni.Bruxelles ha inoltre confermato la disponibilità a sostenere l’organizzazione delle consultazioni, anche attraverso l’invio di una missione europea di osservazione elettorale, con l’obiettivo di contribuire alla trasparenza e alla credibilità del processo.Il rinvio delle elezioni riporta al centro la questione della legittimazione democratica delle istituzioni palestinesi. Il mandato presidenziale di Mahmoud Abbas, eletto nel gennaio 2005, è formalmente scaduto da molti anni, mentre le ultime elezioni legislative palestinesi si sono svolte nel 2006. Da allora, le divisioni politiche interne, il confronto tra Fatah e Hamas e le condizioni imposte dall’occupazione israeliana hanno ostacolato il rinnovo delle istituzioni rappresentative.La questione elettorale si intreccia inoltre con la frammentazione territoriale e politica palestinese, in particolare con la separazione tra la Cisgiordania, amministrata dall’Autorità Palestinese, e la Striscia di Gaza, dove Hamas ha assunto il controllo nel 2007. L’organizzazione di elezioni estese a tutti i territori palestinesi pone quindi problemi politici, amministrativi e di sicurezza che continuano a condizionare il processo democratico.Nella dichiarazione, l’Unione Europea ha ribadito il proprio sostegno alla costruzione dello Stato palestinese e all’attuazione delle riforme istituzionali, sottolineando che consultazioni credibili, inclusive e trasparenti costituiscono un elemento essenziale per garantire la responsabilità democratica delle autorità e rafforzare le prospettive della soluzione a due Stati.Bruxelles ha infine collegato la prosecuzione del proprio sostegno all’Autorità Palestinese ai progressi nelle riforme e nel rafforzamento delle istituzioni. Il messaggio europeo evidenzia così che il sostegno politico e finanziario alla leadership palestinese deve accompagnarsi a un percorso concreto di rinnovamento democratico.Il nuovo rinvio lascia tuttavia irrisolta la questione della rappresentanza politica dei palestinesi, mentre il processo di costruzione di uno Stato indipendente continua a confrontarsi con l’occupazione israeliana, le divisioni interne e le difficoltà di ricostruire istituzioni dotate di un mandato elettorale aggiornato.