L’intervento al quale Papa Leone XIV è stato sottoposto al Policlinico Gemelli si è concluso «positivamente, nei tempi e nei modi previsti», senza complicazioni. Ma il bollettino medico, poi confermato dalla Sala stampa vaticana, ha chiarito senza mezzi termini la natura della patologia: l’esame istologico estemporaneo ha confermato la presenza di un adenocarcinoma polmonare, un tumore maligno.Per rendere radicale l’intervento, l’équipe guidata dal professor Stefano Margaritora ha asportato il lobo inferiore del polmone destro con tecnica videoassistita. Secondo quanto riferito dai medici e da fonti vaticane, il tessuto canceroso è stato rimosso totalmente. L’operazione è durata circa novanta minuti; il Pontefice si è svegliato regolarmente ed è rientrato nella propria stanza dopo un breve periodo di osservazione. La degenza prevista è di circa sette giorni.Le prime reazioni internazionali alla notizia del buon esito sono arrivate dall’America Latina. Il governo argentino, attraverso il portavoce della presidenza, ha accolto con favore l’esito dell’operazione e augurato al Papa una pronta e completa guarigione, esprimendogli «affetto e sostegno».Dal Perù, Paese legato al percorso pastorale di Robert Prevost, è giunta una partecipazione particolarmente intensa. La notizia è stata accolta con sollievo dopo giorni di apprensione: fedeli e parrocchie hanno organizzato preghiere, rosari e veglie. I vescovi peruviani avevano invitato la popolazione a unirsi in preghiera durante l’intervento, manifestando vicinanza al Pontefice.Al momento non risultano reazioni ufficiali dagli Stati Uniti, né dalla Casa Bianca né da altre istituzioni. La vicinanza statunitense si è espressa attraverso la comunità cattolica di New York, dove per domani è stato organizzato un rosario nella cattedrale di St. Patrick. Un’iniziativa sostenuta da una comunità in larga parte italoamericana, che si stringe attorno al Papa mentre prosegue la convalescenza.