Non l’avevano trovata a casa, tutto da rifare. Si chiama «difetto di notifica» il nuovo salvagente di Ilaria Salis, quello che le consente di guadagnare tempo, di nuotare un po’ più in là dove la giustizia diventa un limbo di ricorsi kafkiani e attese beckettiane. L’europarlamentare post-comunista (Avs) ha dribblato ancora una volta un tribunale: la corte d’Appello di Milano, sezione lavoro, ha dichiarato nulla la condanna di primo grado per «ingiusto licenziamento» di due ex collaboratori. E soprattutto ha annullato il pagamento del compenso mensile ai ricorrenti e i 300.000 euro di risarcimento che creavano qualche apprensione alla Carola Rackete brianzola.🔒 Contenuto riservato agli abbonati. Continua a leggere su La VeritàL'articolo I giudici graziano la Salis e anche i medici anti Cpr proviene da La Verità.