A luglio l’Europa ha introdotto un dazio di 3 euro sulle importazioni extra UE sotto i 150 euro, ma il problema è più profondo di una tassa doganale: tra magazzini aperti in Polonia per aggirare i controlli, 100mila posti di lavoro persi nel retail e un capo su due che non rispetta gli standard di sicurezza, l’ultra-fast fashion ha riscritto le regole del commercio – e i costi, quelli veri, li paghiamo tutti.