BRUXELLES — Una circolare di una pagina, la numero 26/004, firmata giovedì dal direttore di gabinetto della presidenza congolese Anthony Nkinzo Kamole, vieta ai collaboratori del presidente Félix Tshisekedi «ogni contatto con l’Ambasciata del Regno del Belgio» e «con il suo personale diplomatico e amministrativo», fino a nuovo ordine. Il documento, con copia al presidente, è circolato in poche ore ben oltre i corridoi di Kinshasa. A Bruxelles, nel quartiere residenziale di Uccle, la casa che la coppia presidenziale affitta per sé e per i cinque figli iscritti nelle scuole belghe aveva appena ricevuto la visita della polizia.Mercoledì 14 ottobre la polizia federale belga ha perquisito in contemporanea più indirizzi a Bruxelles e nei comuni della periferia, Uccle, Waterloo e Lovanio, nell’ambito di un’istruzione per riciclaggio che riguarda nove membri della famiglia del presidente: la first lady, una cognata, fratelli, figli e nipoti. Il portavoce della Procura federale ha confermato le perquisizioni «a Bruxelles e nella periferia nord e sud», ma non ha voluto dire che i bersagli siano parenti di Tshisekedi. Su immobili visitati, persone sentite e oggetti sequestrati vale il segreto istruttorio. Il presidente non è indagato: come capo di Stato in carica è coperto dall’immunità.All’origine c’è un esposto depositato nel luglio 2025 dagli avvocati Bernard e Brieuc Maingain per conto di un collettivo di organizzazioni non governative del Katanga e di quattro ex dirigenti della Gécamines, la società mineraria pubblica congolese. L’accusa riguarda contratti di subappalto sui residui minerari nelle province dell’Haut-Katanga e del Lualaba, il cuore del rame e del cobalto congolesi. Secondo l’agenzia di Stato turca Anadolu, i nove indagati sono tutti cittadini belgi.«La denuncia in Belgio riguarda la cattura di risorse da parte di cittadini belgi e il riciclaggio di fondi provenienti dalla sottrazione di entrate minerarie e di risorse delle comunità locali, a danno dello Stato congolese», ha detto a Reuters Hervé Diakese, avvocato congolese che segue il caso dalla Francia. Quei proventi, sostiene, hanno permesso «tenori di vita ben superiori ai redditi legittimi». Il collettivo dei denuncianti ha salutato le perquisizioni chiedendo il rispetto dei diritti di tutte le parti.La first lady Denise Nyakeru Tshisekedi ha risposto giovedì con un comunicato diffuso dai suoi avvocati: si dice stupita della perquisizione nella residenza di famiglia, «contesta fermamente le accuse rivolte a lei e a diversi altri membri della famiglia» e assicura piena collaborazione con la giustizia belga. L’entourage del presidente nega che la famiglia controlli alcun sito minerario della regione. Il portavoce della presidenza non ha voluto commentare.Il divieto di KinshasaIl ministro degli Esteri belga Maxime Prévot ha reagito alla circolare ai microfoni della radiotelevisione pubblica RTBF: «Ai nostri occhi nessuna situazione giustifica oggi il divieto di contatti con l’ambasciata del Belgio. Ma siamo costretti a prenderne atto. Lo deploriamo profondamente». La diplomazia belga dice di aver appreso del divieto «con sorpresa».Kinshasa nega che si tratti di una ritorsione. Per il ministro della Comunicazione Patrick Muyaya «si tratta anzitutto di una misura di organizzazione interna volta a inquadrare e coordinare meglio gli scambi tra i membri del gabinetto del Presidente e l’ambasciata del Belgio». Né il governo congolese né quello belga hanno commentato ufficialmente le perquisizioni. La misura tiene a distanza l’ex potenza coloniale, primo interlocutore europeo di Kinshasa, proprio mentre il presidente cerca capitali stranieri per le sue miniere.Le perquisizioni arrivano in un momento difficile per Tshisekedi. Nell’est del Paese la ribellione armata dell’M23 è ora guidata dal suo predecessore Joseph Kabila, un’epidemia di Ebola è in corso e l’opposizione lo accusa di preparare un terzo mandato. Il governo cerca intanto investimenti nel rame e nel cobalto, un settore da anni segnato da accuse di corruzione.Lo stesso giovedì della circolare, la ministra degli Esteri congolese Thérèse Kayikwamba Wagner ha ricevuto «in udienza» l’ambasciatrice belga a Kinshasa, Roxane de Bilderling. Del colloquio il ministero ha diffuso una fotografia e una riga: uno scambio «sullo stato delle relazioni bilaterali».