Prima ancora che i leader si siedano al tavolo, la diplomazia decide chi ha diritto a una sedia. A Miami, dove gli Stati Uniti ospiteranno il G20 il 14 e 15 dicembre, una delle sedie più discusse è quella riservata a Vladimir Putin. Non perché sia certo che il presidente russo vi si accomoderà, ma perché Washington ha già scelto di invitarlo. La differenza è sostanziale: l’invito è un fatto, la presenza rimane un’eventualità, la pace una questione ancora aperta.Il 23 settembre il segretario di Stato Marco Rubio ha confermato che gli Stati Uniti avevano invitato Putin al vertice. L’annuncio è arrivato dopo un colloquio con il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il Cremlino, attraverso Dmitrij Peskov, ha ringraziato e spiegato che una decisione sarebbe stata presa attraverso i canali diplomatici. La disponibilità ribadita da Trump a metà ottobre si inserisce dunque in una scelta precedente, non la inaugura.La Russia non è stata espulsa dal G20: continua a far parte del gruppo, insieme alle altre grandi economie e alle organizzazioni regionali che ne sono membri. Ma l’appartenenza formale e la partecipazione personale del suo presidente sono due questioni differenti. Putin non prende parte in presenza a un vertice del G20 dal 2019. Il ritorno sul suolo statunitense avrebbe inevitabilmente un peso politico, indipendentemente da ciò che verrà discusso nelle sale riservate.Nella cronaca circola l’idea che una soluzione alla guerra possa essere cercata senza Volodymyr Zelensky. È una prospettiva da esaminare con precisione, senza trasformarla in un accordo già raggiunto. Il dato verificabile è che il presidente ucraino non ha respinto l’ipotesi di un incontro a Miami: il 12 settembre, in un’intervista a Deutsche Welle, ha dichiarato di essere pronto a partecipare e a incontrare Putin, se anche il leader russo fosse presente. La sua attenzione, ha spiegato, sarebbe rivolta ai risultati. Mosca ha invece mantenuto una posizione negativa sull’ipotesi di un faccia a faccia in quella sede.Questa circostanza modifica il quadro: non si tratta soltanto di stabilire se Putin entrerà al G20, ma di capire quali interlocutori potranno sedere a un eventuale tavolo sulla guerra. Il G20 non è una conferenza di pace e l’Ucraina non ne è membro. Un vertice fra potenze può facilitare contatti e intese preliminari; non equivale però, da solo, a un negoziato che coinvolga le parti direttamente interessate. È qui che diplomazia e rappresentanza rischiano di seguire percorsi diversi.L’invito non ha incontrato consenso unanime negli Stati Uniti. Il 25 settembre quattordici senatori di entrambi i partiti, fra i quali Jeanne Shaheen e Roger Wicker, hanno sottoscritto una lettera chiedendo al presidente di ritirlo. Il loro argomento è che accogliere Putin negli Stati Uniti possa contribuire a normalizzare la posizione internazionale del Cremlino mentre proseguono gli attacchi contro l’Ucraina. È la posizione dei firmatari, non una conseguenza automatica e dimostrata dell’invito.La Casa Bianca e Rubio sostengono una logica diversa: per risolvere una crisi occorre anche parlare con gli avversari. È un principio diplomatico riconoscibile nella storia delle relazioni internazionali, ma non risolve la domanda decisiva: quali condizioni accompagnano il dialogo e quali strumenti rimangono disponibili se non produce risultati? Isolare e negoziare non sono necessariamente strategie incompatibili; possono diventarlo quando il gesto simbolico precede qualsiasi concessione concreta.Sul tavolo resta il mandato d’arresto emesso dalla Corte penale internazionale il 17 marzo 2023 nei confronti di Putin e di Maria Lvova-Belova, relativo all’asserita deportazione e al trasferimento illegale di minori ucraini. Si tratta di accuse formulate nell’ambito di un procedimento giudiziario, non di una condanna definitiva. Gli Stati Uniti non sono parte dello Statuto di Roma: non hanno, in quanto Stato non aderente, gli stessi obblighi convenzionali di arresto e consegna previsti per gli Stati parte. La questione giuridica non coincide però con quella politica e l’invito non cancella il mandato.L’Unione Europea ha già annunciato che continuerà a condannare l’invasione russa dell’Ucraina nelle sedi del G20, indipendentemente dalla partecipazione di Putin. La posizione europea rivela una tensione diplomatica reale: condividere un foro multilaterale con un governo di cui si contestano le azioni non significa necessariamente riconoscerne le rivendicazioni. Ma immagini, strette di mano e dichiarazioni finali hanno una vita pubblica autonoma, spesso più lunga dei comunicati tecnici.Il vertice si svolgerà al Trump National Doral, struttura legata alle attività imprenditoriali del presidente americano. La scelta della sede aveva già suscitato interrogativi sul rapporto fra incarico pubblico e interessi privati; l’amministrazione ha sostenuto che i servizi sarebbero stati fatturati al costo. È un elemento collaterale rispetto alla guerra, ma ricorda quanto i grandi appuntamenti internazionali siano anche operazioni di rappresentazione del potere.Il precedente incontro fra Trump e Putin ad Anchorage, nell’agosto 2025, mostra che la riapertura del contatto diretto non garantisce, da sola, una svolta. L’utilità di un nuovo incontro andrebbe valutata alla luce di eventuali cessate il fuoco, meccanismi di verifica, garanzie di sicurezza e coinvolgimento effettivo di Kiev. Nessuno di questi risultati discende automaticamente dalla presenza del presidente russo a Miami.A dicembre i delegati arriveranno con dossier economici, programmi di incontri e dichiarazioni già negoziate. Il G20 discuterà anche di questioni che superano la guerra: commercio, finanza, energia e stabilità globale. Ma una fotografia potrebbe dominare tutte le altre. Non dirà se la pace è più vicina; dirà soltanto chi ha accettato di comparire nella stessa stanza.A Miami prepareranno i tavoli, distribuiranno i posti e sistemeranno le bandiere. L’invito a Putin è già partito. Le risposte che contano, chi negozierà, a quali condizioni e con quali garanzie, devono ancora arrivare.