Il segretario di Stato Usa Rubio nega all’Ucraina la versione militare di Starlink: «È un prodotto di difesa»

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WASHINGTON — Marco Rubio, segretario di Stato americano, ieri ha chiuso la porta a Kiev sulla pista di Joint Base Andrews, la base aerea alle porte di Washington, pochi minuti prima di partire per l’India. «Starlink è un prodotto commerciale, e viene regolato e gestito come tale. Starshield è un prodotto di difesa, un prodotto militare», ha detto ai cronisti. Gli ucraini «lo hanno chiesto per condurre attacchi in profondità dentro la Russia. In questo momento non vi hanno accesso. Se ne sta discutendo».Starshield è la versione militare della rete satellitare di SpaceX, la società di Elon Musk, e da quattro giorni i terminali in mano all’esercito ucraino si spengono sopra una certa velocità. Kiev dice di perdere droni e collegamenti. A Washington nessuno, finora, ha detto chi ha deciso il limite.Gli ingegneri ucraini hanno fatto una prova venerdì: un’auto lanciata a 180 chilometri orari in un Paese dell’Unione europea, connessione stabile; varcato il confine, il segnale cade a 161. Prima delle restrizioni gli stessi terminali reggevano droni a 400 chilometri orari. «Qui Starlink funziona fino a 161 chilometri orari, poi si spegne. Nell’Ue funziona oltre i 180. Perdiamo sia i droni sia la connettività», ha detto ieri il presidente Volodymyr Zelensky, in una chat con i giornalisti a margine del vertice europeo. «Nessuno lì risponde ai nostri militari o al ministero della Difesa». Per lui è «un’operazione pianificata».Rubio ha negato qualunque ordine americano: nessuno ha chiesto di rallentare la rete, «è semplicemente successo», e il servizio «è di nuovo operativo». Su Zelensky è stato brusco: «Non so che cosa abbia detto. Non abbiamo nulla a che fare con questo». Ad Axios ha aggiunto di non essere sicuro che il presidente ucraino sappia di che cosa parla.Il post di MuskIl 14 ottobre, giorno dei primi blackout, Musk aveva scritto su X: «I sistemi Starshield sono di proprietà e sotto il controllo del governo degli Stati Uniti. Qualsiasi limite di velocità o di uso è deciso dai militari americani e, in ultima istanza, dal presidente». SpaceX precisa che Starshield è usato soprattutto da agenzie della difesa americana e da «partner governativi».Il 16 ottobre il Telegraph, con quattro fonti, ha riferito che Musk aveva proposto a Donald Trump di rallentare le reti usate dai militari ucraini, e una fonte ad Axios ha detto che il presidente non si era opposto. Un funzionario della Casa Bianca ha smentito: «Totalmente falso. Come ha detto il presidente Trump, non abbiamo rallentato Starlink per niente, e il servizio è operativo». Trump stesso, venerdì, ha negato ogni coinvolgimento.Da Kiev la versione circola in cerchio. «SpaceX come azienda ci dice che è un problema tecnico. Ma i nostri contatti dentro l’azienda dicono che viene dalla Casa Bianca. Quando chiediamo alla Casa Bianca, dicono che è Elon», ha raccontato un funzionario ucraino. Mykhailo Fedorov, ministro della Trasformazione digitale — lo stesso che il 26 febbraio 2022 chiese pubblicamente a Musk i terminali per l’Ucraina — giovedì ha annunciato il ripristino fino a 160 chilometri orari e ha chiesto di togliere del tutto un soglia «ora critica per la difesa».Il limite di velocità arriva in una settimana di freddo tra Washington e Kiev. Ieri Trump ha firmato un ordine esecutivo che sospende il pacchetto di sanzioni contro l’economia russa approvato dal Congresso, motivandolo con l’interesse nazionale senza altri dettagli; Zelensky lo ha definito un incoraggiamento a Mosca. Venerdì il presidente americano aveva chiamato «una vergogna» la ripresa degli attacchi ucraini alle raffinerie russe, con le elezioni di metà mandato il mese prossimo e i prezzi del carburante in salita. Mercoledì Zelensky aveva dichiarato finita la tregua energetica con Mosca e criticato il taglio alla condivisione di intelligence. Messi in fila, il blocco di Starshield e la frase sulle raffinerie vanno nella stessa direzione: accorciare il braccio di Kiev dentro la Russia a un mese dal voto americano.Sul terreno, sempre ieri, Kiev ha denunciato uno dei più pesanti attacchi russi alla rete elettrica dall’inizio della guerra: 7 morti e circa 90 feriti in 24 ore, secondo le autorità regionali e il ministero dell’Energia. RT, la televisione di Stato russa, ha rilanciato con evidenza lo scontro tra Rubio e Zelensky.Restano due punti senza risposta: chi ha fissato la soglia dei 161 chilometri orari, visto che Musk indica il governo e il governo indica Musk; e che cosa significhi, per i droni ucraini, il «se ne sta discutendo» di Rubio.