Cortei, il governo prepara una risposta "forte". Misure allo studio

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AGI - All'indomani dei disordini nei cortei a Milano e nelle altre città, il governo studia ulteriori misure sul fronte della sicurezza. Più di un'ora e mezza di riunione per preparare, viene riferito, "una risposta forte dello Stato". Sul tavolo anche l'ipotesi di un decreto legge da varare in tempi molto brevi, ma non sarebbe stata presa ancora alcuna decisione definitiva.Al vertice a palazzo Chigi, presenziato dalla premier Giorgia Meloni, hanno partecipato i vicepremier Matteo Salvini (in video collegamento) e Antonio Tajani, i sottosegretari alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, i ministri Matteo Piantedosi (Interno), Guido Crosetto (Difesa), Francesco Lollobrigida (Agricoltura), i vertici delle Forze dell'ordine e dell'Intelligence.Violenza nei cortei, soluzioni e strumento normativoSi valutano le soluzioni, si approfondiscono le norme da un punto di vista tecnico e l'ulteriore "strumento" normativo - queste le parole utilizzate dalla presidente del Consiglio -contro "chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos". Qualora si dovesse optare per la via della decretazione d'urgenza partirebbe, come da prassi, un'interlocuzione con il Colle. In ogni caso la premier avrebbe sollecitato, riferiscono fonti che hanno partecipato all'incontro, una "risposta forte da parte dello Stato".Difendere i cittadiniCon l'obiettivo di - ha scritto ieri sui social il capo dell'esecutivo - "difendere i cittadini, chi vive onestamente e chi garantisce la sicurezza di tutti viene prima di ogni indulgenza verso i violenti". Nel corso della riunione, secondo quanto si apprende, è stata svolta un'analisi degli scontri verificatisi in diverse città. Il fenomeno si presenta complesso, con aspetti di novità rispetto al passato, anche recente, e con una varietà di causali da decifrare. Ferma restando la volontà di garantire la libertà di manifestazione del pensiero e il diritto a svolgere liberamente manifestazioni pacifiche, è stata ribadita la determinazione dello Stato a dare una risposta ferma, con particolare riguardo al contrasto delle condotte delinquenziali e criminali. Il governo, quindi, sta approfondendo ulteriori misure proposte dalle Forze di polizia, anche al fine di rendere più efficaci le attività di prevenzione e contrasto di questi fenomeni.Negli scontri nel capoluogo lombardo sono stati 14 i feriti tra le forze della polizia e 32 gli arrestati. La Procura di Milano ha chiesto il carcere nei confronti di 5 maggiorenni arrestati sabato, sei per quelli fermati ieri. "Su più di 200 fermi al momento le notizie ci danno una decina di convalide d'arresto", ha argomentato il leader della Lega, "qualcuno cercava il morto", occorre "accelerare sulla legge presentata dalla Lega contro i maranza, il disagio non c'entra, sono dei criminali".Uno dei percorsi che potrebbe essere scelto è quello di inserire degli emendamenti al provvedimento sulla cittadinanza il cui esame è iniziato nell'Aula della Camera di Montecitorio. "La stretta sulla cittadinanza e il fermo preventivo per i minorenni sono una risposta alle violenze", ha affermato il responsabile dell'Istruzione Giuseppe Valditara. Sugli incidenti è intervenuta pure Mosca, "sono disordini che rasentano il caos", ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov. I pm di Milano, azioni distruttive di rara violenzaC'è il "pericolo attuale e concreto" che l'indagato commetta altri reati se lasciato in libertà perché "ha dato prova di una assoluta disinvoltura ad improvvise azioni distruttive e di rara violenza, poste in essere in essere nei confronti di appartenenti alle forze dell'ordine e comunque tali da creare pericolo per l'incolumità di più persone". Lo scrive la pm Giovanna Cavalleri nella richiesta di custodia cautelare in carcere nei confronti di uno degli arrestati per le manifestazioni di sabato.