Nell’era dei social e dei filtri fotografici la ricerca della bellezza può costare cara, quando si finisce nelle mani di operatori improvvisati e, a volte, privi addirittura della laurea in medicina o strutture abusive, ignorando provenienza e tracciabilità delle sostanze che ci vengono iniettate. Ma come essere certi di tutelare la propria salute? “Abbiamo individuato e messo insieme dieci punti per aiutare i cittadini a scegliere in sicurezza, mettendo inoltre a disposizione di tutti un Help Desk gratuito per offrire informazioni e orientamento qualificato alla popolazione”, spiega a LaPresse Maurizio Cavallini, specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e presidente di Agorà, Società italiana di medicina a indirizzo estetico fondata nel 1984 e affiliata alla Fism (Federazione delle Società Medico-Scientifiche Italiane).Bellezza, +10% prestazioni l’anno ma crescono anche le complicanzeUn problema reale, quello della sicurezza delle procedure che riguardano la bellezza, come evidenzia la cronaca degli ultimi mesi. “Negli anni le complicanze sono aumentate perché sono cresciute molto le prestazioni, sia in medicina estetica che in chirurgia plastica. Con un trend di circa il 10% di prestazioni in più l’anno. Quindi vuoi per l’aumento delle richieste, vuoi per quello degli operatori anche non qualificati attivi nel settore, negli ultimi 5 anni abbiamo registrato un aumento delle complicanze”, aggiunge Cavallini.Non ‘ritocchini’ ma atti medici a tutti gli effetti“Il decalogo è nato dunque per orientare i pazienti nella scelta consapevole e sicura dei trattamenti cui vorrebbero sottoporsi. A partire da alcuni elementi chiave: che lo specialista scelto sia un medico, che abbia seguito un percorso di formazione specialistico, che operi in una struttura autorizzata e con prodotti certificati e tracciabili, dunque con scadenza e numero di lotto (che ogni medico dovrebbe conservare in cartella clinica e consegnare al paziente). Dieci domande da fare, e da farsi, per affrontare trattamenti e interventi in sicurezza”, continua il presidente di Agorà. Per Cavallini non dobbiamo dimenticare che abbiamo a che fare con atti medici e sanitari a tutti gli effetti. “L’Help Desk a disposizione dei cittadini permette di chiederci informazioni e ricevere indicazioni, anche in caso di complicanze”, aggiunge.L’importanza di dire no e di diffidare dei social Lo specialista interviene anche sul fenomeno della ‘filler mania’ che ormai contagia le giovanissime. In Italia la legge (86/2012) vieta sotto il 18 anni le protesi mammarie a scopo estetico, mentre per la medicina estetica basta il consenso dei genitori. “Ma resta il fatto che bisogna anche saper dire di no: abbiamo fatto una survey scoprendo che, almeno una volta l’anno, i medici estetici intervistati hanno rifiutato dei trattamenti richiesti”, sottolinea Cavallini.Per il presidente di Agorà due sono i messaggi chiave prima di intervenire sulla propria bellezza: “Fatevi delle domande prima di un trattamento di medicina estetica o chirurgia plastica. E per questo vi aiutiamo noi con il decalogo. Infine non dimenticate che non è l’estetica che guida la scienza, ma la scienza a guidare l’estetica. Attenzione dunque ai social media e ai tanti ‘prima e dopo’, che non sono garanzia di serietà”.“Sui social infatti appariranno solo i risultati migliori, sempre che non siano ‘aggiustati’ con l’AI. Insomma, attenzione ai post, perchè spesso sono fuorvianti”, conclude lo specialista.Bellezza e sicurezza, ecco il decalogo stilato da AgoràVerificare l’iscrizione del professionista all’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri;Verificare la presenza di una formazione post-universitaria specifica e certificata;Accertarsi che il trattamento sia erogato esclusivamente in ambienti sanitari idonei e regolarmente autorizzati;Pretendere sempre una visita medica preliminare con anamnesi approfondita, rifiutando prescrizioni o diagnosi standardizzate;Richiedere un’informazione completa e trasparente su modalità, rischi, alternative ed esiti clinici attesi, sottoscrivendo un consenso informato dedicato;Chiedere sempre le specifiche del prodotto (dispositivo o farmaco), composizione e indicazioni d’uso;Firmare un consenso informato specifico, non generico, ma dedicato alla procedura da eseguire, leggendolo prima con attenzione;Verificare l’integrità della confezione del prodotto, richiedendo e conservando il talloncino adesivo di tracciabilità del dispositivo medico utilizzato;In caso di tossina botulinica verificare l’autorizzazione dell’Aifa per l’Italia;Segnalare tempestivamente le complicanze: in caso di eventuali reazioni anomale rivolgersi immediatamente al medico curante.Maurizio Cavallini, specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica e presidente di AgoràQuesto articolo Bellezza senza rischi nell’era dei social, 10 domande da non dimenticare proviene da LaPresse